L’ONU ha, finalmente, detto la sua e lo ha fatto nella maniera più ufficiale possibile cioè mediante il lavoro di una commissione indipendente che, alla fine del lavoro assegnatole, ha sancito:
ISRAELE HA COMMESSO E STA COMMETTENDO GENOCIDIO CONTRO I PALESTINESI!
Anche Amnesty International ne ha dato comunicazione (QUI) e non potrebbe essere altrimenti: solo i ciechi (ed i biechi) non si rendono conto di quanto sta accadendo sotto i nostri occhi da ormai quasi due anni, per non dire da decenni visto che, da tempo ormai, Gaza era un ghetto a cielo aperto dove bisognava passare check point e vivere con elettricità ed acqua razionata dai volere di Israele.
Anche su questo blog sono stati scritti articoli in merito a quanto stava, e sta ancora, accadendo in Palestina, a Giugno e ad Agosto, per denunciare e sensibilizzare l’opinione pubblica, per aprire gli occhi a quei tanti, troppi, che ancora difendono Israele, più per consuetudine che per merito. E, per favore, non tiriamo fuori ancora la SHOAH perché è proprio quella, a mio avviso, che condanna Israele: è proprio perché la storia ci ha già mostrato tali crudeltà che non possiamo, ancora una volta, far finta di niente ed è proprio l’averla subita direttamente che dovrebbe fare, di Israele, lo Stato che più ripudia e condanna certi crimini, non certo chi se ne rende protagonista.
Ed invece, complice una memoria che non ricorda, la vittima si tramuta in carnefice e, ancora una volta, l’Europa, l’Occidente, non sa riconoscere il Male, nemmeno quando è ufficiale: non è più un complottista a parlare, non è più solo mera ipotesi od opinione del terrapiattista di turno. Gli organi preposti hanno emesso il loro verdetto: ISRAELE E’ COLPEVOLE DI GENOCIDIO!
Eppure, nonostante fosse chiaro ai più, nonostante ci fossero già denunce presentate da diverse associazioni umanitarie, Stati del Mondo e giornalisti, nonostante le immagini e le dichiarazioni, spesso proprio di Israele o di suoi alti rappresentanti, non lasciassero alcun margine di fraintendimento circa l’abominio in atto a Gaza, ci sono voluti quasi due anni per sancirlo!
E cosa fa l’Europa? Cosa fa l’Occidente? Cosa fa la NATO? Ammassa truppe sul confine russo anziché andare a liberare il lager e fermare, una volta per tutte, il massacro in atto! Neanche davanti all’ufficialità il Mondo Occidentale, l’Europa, gli USA, la NATO, gli stessi baschi blu dell’ONU si sono attivati: sono tutti fermi al palo, si resta a guardare l’ennesima ondata di massacro e sangue.
D’altronde, nonostante il “buon” Benigni avesse provato a falsare la storia, non furono certo i carri armati americani ad entrare nei lager nazisti, rivelando al mondo la crudeltà umana: fu l’Armata Rossa a sconfiggere il Nazismo, pagandone anche il prezzo più alto fra tutti gli stati coinvolti nella guerra. Quella stessa Armata Rossa a cui è stato vietato di partecipare al giorno della memoria ad Auschwitz, quale “sanzione” per il conflitto in Ucraina.
Dove sono le sanzioni ad Israele? Perché gli atleti russi devono partecipare alle gare rinnegando la propria bandiera o, peggio, rimanerne esclusi mentre Israele no? Dove sono le truppe? Cosa si aspetta? Ah, già… che stupido! Si aspetta che Netanyahu “finisca presto le sue cose” in Palestina. Parole di Trump, e l’America di massacri e genocidi se ne intende: provate a chiedere ai nativi americani o ai Giapponesi…
Ancora una volta, per volontà politiche anzi, per i desiderata dei soliti potenti del mondo, si rimane a guardare ma con una sostanziale differenza: nel periodo nazista non c’era internet, non c’era la copertura mediatica e la possibilità d’informazione che c’è oggi, non c’era l’ONU, non c’era Amnesty International, non si aveva modo di sapere, di vedere, di conoscere cosa stesse accadendo e si seppe col senno di poi, a cose fatte. Oggi, invece, è avvenuto e sta continuando ad accadere proprio sotto ai nostri occhi: TUTTI SAPPIAMO. SIAMO TUTTI COMPLICI, col nostro silenzio, col nostro voltarci dall’altra parte, col nostro criticare, col nostro schifarci, col nostro scrivere dissensi perché sì, non può bastare l’ennesimo urlo nel vuoto, l’ennesimo articolo. Non è così che si ferma il Male. Possibile che nemmeno davanti all’ufficialità più solenne questo mondo d’occidente non senta l’irrefrenabile bisogno di fermare tutto questo? Ancora una volta, guarderemo il Male compiere il suo massacro fino alla fine, mandando i nostri uomini, i nostri figli al fronte russo ma NESSUNO in Terra Santa, a difendere il Bene?
Cosa stiamo facendo? Cosa siamo diventati? Animali da circo, Leoni da Tastiera, TikToker, YouTuber, feticisti da sfumature di grigio, semplici codardi… tutto fuorché Essere Umani?
Io per primo, mi limito a scrivere ed a riversare tutto il mio dissenso in questo Blog quando dovrei essere in strada, sotto al palazzo della Prefettura della mia città, a presidio, a chiedere a gran voce al rappresentante locale del mio Governo di fare qualcosa di concreto, di dire BASTA! Dovrei farmi schedare dalla Digos, dovrei prendermi un Daspo per il mio rimanere lì, giorno e notte, a mendicare, finanche farmi portare via di peso. Dovrei bloccare la strada dove abito, dovrei smettere di consumare prodotti provenienti da Paesi che rendono possibile tutto questo, dovrei togliere i miei soldi da conti correnti aperti presso banche riconducibili a detti Paesi. Dovrei fermarmi a pregare. Dovrei fare come ci ha insegnato quel singolo uomo, nel 1989, a Tienanmen: pararmi sulla strada dei cingolati. Dovrei e potrei fare tante cose giuste ed utili alla causa palestinese e, ahimè, mi riesce farne una sola: VERGOGNARMI!
Vergognarmi di non riuscire a fare altro che scrivere queste parole. Vergognarmi di non avere abbastanza coraggio. Vergognarmi per il mio popolo, per il mio Governo, per il mio Paese. Vergognarmi di aver fatto come e peggio di coloro che vissero durante la Shoah: essere rimasto spettatore.
Vergognarmi di essere un mezz’uomo, un ominicchio, un piglianculo, un quaquaraqua, tutto tranne ciò che dovremmo essere: Uomini, che si battono, che urlano al Mondo intero il loro sentire, che sanno guardare negli occhi il Male e dirgli, fieramente, di non essere come Lui.
Mi reputo un Colibrì che porta la propria goccia ma, davanti a tutto questo, sento come un macigno il peso di ciò che NON porto, che NON faccio, il limite, il mio essere così piccolo davanti a questo incendio devastante dal quale provengono le urla ed i lamenti derivanti dalla carne che si contorce nelle fiamme… E mi vergogno di non saper fare altro se non dire, a gran voce:
E’ Genocidio, senza SE e senza MA!
Anzi, è stato un genocidio…
E, ancora una volta, l’aver avuto ragione, il poter dire “Ve l’avevo detto!”, lascia solo un grandissimo amaro in bocca…
Quello dato dal sapore spettrale e nauseabondo del sangue…



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