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Mentre l’Occidente parla, la Palestina muore…
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Da giorni, si susseguono comunicati e notizie su sempre più paesi che riconosceranno la Palestina, a settembre, in occasione della riunione all’ONU.

Eppure, già oggi la stragrande maggioranza dei Paesi ONU riconosce la Palestina come stato legittimo ma non è servito a fermare lo scempio in atto. Scempio che ha reso terribilmente vera la vignetta di Natangelo, apparsa su Il Fatto Quotidiano e qui riportata: ormai, da riconoscere, ci sono solo cadaveri.

Ciò che mi sdegna ancor più della lentezza burocratica e dell’inutilità conclamata del diritto internazionale, è la totale mancanza di dignità.

Come se nulla fosse, siamo passati da politici e giornalisti che offendevano chicchessia se solo ci si azzardava a parlare di genocidio (vero, Segre? Vero, Parenzo?) a politici e giornalisti che si battono pugni in petto ed urlano sdegno in aula contro il Governo, per non aver agito prima contro il genocidio in atto (vero, Conte? Vero, Schlein?).

Dal negazionismo più totale all’ammissione completa così, in un botto… Anzi, in più di un botto, vista la quantità di razzi e missili piovuti in Palestina.

Eppure, ricordo bene come chiamare Netanyahu “criminale di guerra” costasse derisione e linciaggio mediatici, nonostante un mandato di cattura emesso dalla CPI.

Ricordo bene il mantra “Israele ha diritto a difendersi” mentre venivano colpiti scuole, ospedali, campi profughi, linee di distribuzione cibo, ONG e bambini.

Cosa è cambiato? Bhe, parrebbe che a scatenare tutto sia stato il bombardamento di una chiesa cristiana… Da lì, finalmente, il massacro in atto diventa inaccettabile ma ancora non a tal punto da decidere per delle sanzioni contro Israele anzi, si è anche giocata la partita di calcio fra le nazionali italiana ed israeliana mentre atleti e artisti russi sono tutt’ora banditi…

Le immagini satellitari non lasciano margine di errori interpretativi:

GAZA è rasa al suolo ma nessuno si sogna lontanamente di agire, ora, contro Israele!

Si fanno proclami oggi per settembre ovvero, fra due mesi: il tempo che Netanyahu “faccia presto a finire le sue cose” in Palestina (Vero, Trump?).

Nel frattempo, continuiamo a vendere armi ad Israele ed all’Ucraina, assistiamo a nuovi livelli di crudeltà umana, vengono commessi nuovi crimini di guerra e, in Italia, ci tocca anche ascoltare una retorica alla “Antani“, con scappellamento a sinistra quando Conte dichiara di non sentirsi rappresentato dall’immobilismo del governo e la Schlein urla “complici di genocidio”; con scappellamento a destra, quando la Meloni e Tajani viaggiano col freno a mano tirato nel parlare di uno Stato Palestinese… Insomma, il solito triste, puerile, vomitevole teatrino all’italiana, sempre possibile grazie a quel colonialismo Anglo-Franco-Americano sancito dal Trattato di Parigi sin dal 1946.

Nel frattempo, mentre l’Italia da’ il solito spettacolo servile e l’Occidente fa a gara a chi perde più tempo, a Gaza si muore, ancora, da anni e, di questo passo, si rischia di riconoscere uno Stato che, già privo di territorio, rimarrà anche senza popolo:

il fu Stato di Palestina.

Con l’assordante silenzio e complicità del mondo intero, ONU, NATO ed UE in testa.

Per quel che vale, da uomo libero e da cittadino del mondo, dichiaro:

PALESTINA LIBERA!

E mi dissocio da qualsiasi dichiarazione nonché disconosco qualsiasi atto delle istituzioni italiane, europee o occidentali che ritardino o neghino la Nazione Palestinese, la Pace e la condanna di Israele per i crimini di guerra commessi: NON IN MIO NOME!

SALAM, che in Arabo vuol dire PACE
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Una risposta a “Mentre l’Occidente parla, la Palestina muore…”

  1. […] scritti articoli in merito a quanto stava, e sta ancora, accadendo in Palestina, a Giugno e ad Agosto, per denunciare e sensibilizzare l’opinione pubblica, per aprire gli occhi a quei tanti, […]


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