Si continua a parlare degli scontri di piazza, dei DDL “antimaranza“, di provvedimenti, di esercito per le strade, di sicurezza (che ora c’è, ora non c’è a seconda di chi parla) mentre imperversa la solita, inutile, sterile bagarre politica fra “destra” e “sinistra”, con soliti slogan, numeri, percentuali, tutto ed il contrario di tutto: ciò che per uno è record e vanto per l’altro è fallimento, e via discorrendo. Intanto, si avvicina il weekend e tiene banco la paura di nuovi scontri. Si monitorano i social per “capire” che aria tiri e sembra non esserci nulla di buono se è vero, com’è vero, che girano certe immagini:



Come Volevasi Dimostrare, la faziosità dell’informazione crea altrettante fazioni nell’opinione pubblica e dei veri e propri schieramenti, pronti a “fronteggiarsi”: sembra infatti che siano decisi a “scendere in campo” le tifoserie organizzate che, si sa, solitamente sono composte da incensurati, filosofi, pensatori e predicatori… D’altronde, quando lo Stato non è più in grado (o si mostra non in grado…) di garantire la sicurezza della proprietà privata, ecco che il cittadino si “sente” autorizzato a difendersi da solo. E come dargli torto se poi, a rimetterci vetrine, merce ed a piangersi i danni della “manifestazione” altrui, ora di asseriti diritti a protestare ora di incapacità a contenere, è il singolo privato cittadino? Va da sè che, se avessi un’attività anch’io, in previsione di eventuali recidive proteste violente, mi organizzerei per farmi trovare “barricato” a difesa del mio negozio, con tutto ciò a mia disposizione per respingere eventuale “assalto dei barbari”.
Ma, in una società che si definisce democratica e civile, può mai essere che la sicurezza, la giustizia e la difesa debba essere lasciata all’azione, iniziativa e volontà del singolo? No, non dovrebbe. Ed ecco perché dovrebbe preoccupare la reazione, comprensibile, di determinate persone: in preda alla rabbia, alla delusione, allo sconforto, si reagisce per come si sente, per come si sa. E siccome siamo davanti ad un attacco violento, ingiusto ed ingiustificato da parte di persone deprecabili, la reazione istintiva è “vieni qui che non ti faccio niente, ti educo solo e basta…“. Se, da una parte, umanamente ed emotivamente, è comprensibile e, per certi versi, condivisibile la voglia di prendere certa gente a calci nel culo dall’altra, non si può cedere all’emotività del momento poiché, come già ho avuto modo di dire, “fatti non fummo a viver come bruti“.
Rispondere ai violenti con altrettanta violenza non fa che aumentare il disagio, il caos, la spaccatura sociale e rafforzerebbe solo il pretesto per aumentare vigilanza, controllo, prevenzione e repressione, a suon di “norme” che, promettendo sicurezza e giustizia, difatto sarebbero solo liberticide ed antidemocratiche. Immaginate cosa accadrebbe se, davvero, nei prossimi giorni, per le strade delle nostre città, ci fossero risse in ogni angolo fra “maranza” ed “antimaranza“, con le forze dell’ordine, in mezzo, a tentare di dividere le fazioni e dovendo, gioco-forza, menare l’una e l’altra fazione in quanto, entrambe, colpevoli di disordini ed azioni illegali (la rissa è reato penale). Avremmo più sicurezza? No anzi, il rischio è che ci scappi qualche ferito grave se non peggio…
Nel caos, infatti, può scapparci una cinghiata , una coltellata, un cacciavite, una sedia in testa… Nel tumulto, può scapparci qualcuno che inciampa e venire picchiato oltre ogni modo, finanche schiacciato dalla folla che corre senza meta. Alimentare questo clima di paura e di odio è quanto di più lontano si necessita in questo momento! Ecco perché invito tutti a NON farlo, nemmeno con una semplice condivisione od un like goliardico. La “folla” è labile e si esalta con poco, fosse anche un semplicissimo like o goliardica approvazione social. Chi ci “guadagna” da tutto questo? Chi, dall’alto, da fuori, dagli spalti, guarda i “galli” beccarsi e scommette, ora sull’una, ora sull’altra o su entrambe le fazioni poiché, si sa, vince sempre il b(r)anco!
Branco che, adeguatamente istigato dal banco, diventa “strumento per“. Per cosa? Beh, dipende fino a che punto si vuole analizzare il fenomeno poichè tutto non è mai come appare. La mia personale sensazione è che si debba cambiare tutto per non cambiare niente anzi, per rafforzare determinate posizioni. Tutta l’Europa sembra essere in subbuglio e, guarda caso, “ha stato Putin“… Poi, che i social più in voga e di moda siano made in USA e Cina, nessuno sembra saperlo tanto, “ha stato Putin“… Ricordo perfettamente l’immane sforzo fatto dalle FF.OO. per far rispettare le c.d. “norme anticovid” quindi, l’apparato Statale è perfettamente in grado, se vuole, di controllare e far rispettare qualsivoglia norma, anche quelle liberticide come ha saputo dimostrare durante la pandemia. Che non si “possa” controllare l’ordine pubblico è quindi fandonia, e mi permetto di dirlo con cognizione di causa avendo io svolto la professione di Maresciallo dei Carabinieri per quasi 20 anni, di cui la stragrande maggioranza proprio in reparti della Linea Mobile, quella che si occupa per l’appunto di ordine pubblico.
La vera domanda da porsi è: perché quindi esasperare gli animi, far degenerare le cose ed arrivare a questo punto dove paura e rabbia la fanno da padroni nelle teste e nei cuori degli italiani? Cosa si aspetta? Il morto? E, di grazia, di quale fazione si spera sia? Maranza? Cittadino onesto e lavoratore? Magari uno delle FF.OO.? E questo per cosa? Per alimentare altro odio e giustificare altre norme più liberticide? Da tempo mi chiedo se il “burattinaio” (perchè possono esserci dubbi sull’identità ma, che esista un burattinaio, è fuori da ogni dubbio..) abbia davvero tutto sotto controllo perché, come ho già avuto modo di condividere, secondo me non proprio tutto era stato previsto. Ad esempio, la resistenza dei c.d. “novax” era sì prevista ma non al punto raggiunto tanto che si è reso necessario demonizzarli ma anche “accontentarli”, tanto da istituire la Commissione e far venire fuori, a piccole dosi, diluite nel tempo, pezzi di verità che pochi, pochissimi stanno attenti a cogliere ed a mettere insieme tanto che, per l’opinione pubblica generale, il “NoVax” è ancora “sporco, brutto e cattivo” ed il “Vaccino” faceva bene ed ha salvato il mondo… Adesso, credo che, se da una parte era preventivato che l’immigrazione di massa e la dolosa mancata integrazione portasse a disordini sociali, dall’altra ritengo che si sia “creato” un mostro prevedibile, previsto, aizzabile, manipolabile ma NON a comando e non come finora il sistema era abituato a fare, magari con i centri sociali, gli anarchici, i circoli di destra e le tifoserie organizzate. I giovani di oggi ritengo siano infatti “cani sciolti”, “scheggie impazzite” che puoi sì attivare, liberare, aizzare ma che non puoi controllare fino in fondo poiché mancano della “formattazione della forma-pensiero” poiché il più grande fallimento di questa società è stata proprio la scuola, un clamoroso doppio fallimento: NON istruisce, NON insegna, NON ti eleva, poiché NON E’ MAI STATO IL SUO REALE SCOPO! L’obbiettivo era ed è sempre stato quello di “formare” le masse ovvero, dare loro una forma-pensiero standard, standardizzando, mediocrizzando la capacità di pensiero critico, finanche arrivando a spegnerlo del tutto. Quindi ha fallito nello scopo culturale (ma è un fallimento solo apparente poiché, per certi versi, era proprio quello l’obbiettivo) ed ha fallito nello scopo di “formare e controllare” poiché i giovani multietnici di oggi hanno una barriera socio-culturale-linguistica che li ha resi “refrattari” ad apprendere persino la standardizzazione della forma pensiero… Sono “tavole bianche” che rispondono solo all’emotività, da qui il “branco” che, come detto, puoi sì aizzare, manipolare, attivare ma, una volta “acceso”, non puoi spegnerlo, devi solo “estinguerlo”, da qui lo sdoganamento della repressione violenta per mano delle FF.OO. e di norme sempre più stringenti poiché, in qualche modo, “l’animale” va riportato nel recinto e, se non ascolta, non rimane che il bastone o la frusta. E, se proprio non obbedisce o non rientra, non resta che abbatterlo.
Fino a quando la psicologia della folla si conferma “veritiera” e, cioè, fino a quando basterà disperdere il branco per permettere al singolo di riappropriarsi della propria identità personale (che lo riporta a più miti consigli), basteranno cariche, manganelli, idranti, lacrimogeni. Quando però l’emotività della folla pervaderà l’animo umano fino al punto di residuare, maturare, fermentare nel singolo, ecco che non basterà più disperdere la folla e bisognerà iniziare a colpire, duramente, il singolo.
Il fatto che si stiano creando fazioni contrapposte che, seppur seguendo ideali, motivazioni ed emotività diverse, finiscano per azzuffarsi, comporterà che la terza “super partes” dovrà menare e disperdere entrambe oppure, decidere a quale delle due lasciare più “spazio di manovra”, con conseguenze che, in entrambi i casi, esaspereranno gli animi di tutti i coinvolti. Per questo, da persona che sa benissimo di cosa è in grado di fare la folla e che, superato un certo limite, non la si può più far rientrare se non utilizzando estrema violenza fisica e psicologica, mi preoccupa e non poco tutto quanto sta accadendo.
Per questo, non ragiono su cosa pensino i “maranza” o su cosa vogliano gli “antimaranza”: sono entrambe parti di una stessa medaglia, di una stessa moneta. Sono burattini legati agli stessi fili, controllati da una lungamano che, come il Puparo, fa vincere ora l’una, ora l’altra, ora nessuno.
Dovremmo quindi chiederci, tutti, perché il burattinaio senta il bisogno di buttarla in caciara a tal punto da iniziare a scorgersi, all’orizzonte, l’ipotesi non più remota, di violenza di Stato? E, sia chiaro, il Puparo non è il Governo nè lo Stato, non è la Meloni, non è Mattarella… Sono, siamo, tutti attori della stessa “telenovela”, ognuno recita il proprio copione e la propria parte, tutti, nessuno escluso, consapevole o inconsapevole, protagonista o comparsa. Qui bisogna scoprire chi sia il regista e chi sia lo sceneggiatore, per tentare di capire, per tempo, dove vada a parare la trama per riuscire a cambiarla in tempo, qualora non sia proprio confacente a noi, pubblico pagante (in tutti i sensi…).
Nei giorni a venire, quindi, non abbandonatevi all’emotività di questa o quella fazione, non alimentate questo “gioco delle parti” basato su odio, violenza, rabbia e populismo becero. Cercate di andare oltre. Sì, certo, c’è chi deve materialmente pensare a come evitare di subire danni ed è sacrosanto che difenda se stesso e la propria vita economica e sociale ma non sarà organizzando orde a “caccia di maranza” che usciremo da questo pantano.
Un modo di agire posso ipotizzarlo ma so già che è utopico: il pubblico che irrompe in scena mettendo a nudo gli attori. Ma quante volte è successo? Viene molto più semplice alzarsi e andarsene, fischiare, contestare, applaudire…
Però un appello voglio farlo e lo faccio ai miei “ex” colleghi delle FF.OO.: mai come adesso siete ago della bilancia. Mai come adesso, le Vostre azioni avranno ripercussioni negli anni a venire. Mai come adesso avete la possibilità di dare, al popolo, la giusta guida che non è ora a favore di una o dell’altra fazione ma è guidare tutti verso ciò che è Giusto, per tutti. I giovani hanno diritto ad un futuro di speranza e prosperità, tutti lo abbiamo. I cittadini hanno diritto a vivere serenamente nelle loro case, città, e a non aver spaccati i negozi o subire danni. Tutti lo abbiamo. Se ognuno pensa solo al proprio diritto, vediamoci in piazza e meniamoci. Se tutti pensano a tutti i diritti, vediamoci in piazza ed uniamoci. Perché il problema non sei tu, non sono io. Il problema è che chi tira le fila non persegue il tuo o il mio bene ma solo ed unicamente il suo.
Come smascherarlo? Smettendo di fare i burattini, tutti, a qualsiasi livello.
Cosa accadrà appena inizieremo a guardare solo e soltanto al burattinaio e inizieremo a contrastarlo? Che qualcuno di noi verrà messo a tacere, demonizzato, emarginato, accusato, finanche ucciso o suicidato, come già accaduto.
Come evitarlo? Evitando di continuare ad essere attori ed attrici in questo teatro. Lasciamolo “giocare” da solo con i sempre meno burattini a sua disposizione. Creiamo il “nostro” teatro, scriviamo NOI il copione che è e si chiama “CONTRATTO SOCIALE”, dove siamo tutti registi, sceneggiatori, attori, comparse e protagonisti allo stesso tempo.
Ricordo quand’ero bambino e ci si ritrovava per strada e, puntualmente, arrivava “quello con la palla” e si iniziava a giocare. Spesso capitava che il padrone della palla facesse le regole sul momento, a proprio vantaggio, perchè “la palla è mia e decido io”. Quante volte è stato accontentato? Quante volte, pur di giocare, si accettavano i suoi capricci? Eppure, a volte, accadeva che qualcuno si ribellava e lasciava “il campo” fino a quando, un giorno, lo lasciammo tutti, lasciandolo da solo con la palla. Iniziammo a mediare, tornammo a giocare ma, presto o tardi, tornò a fare lo stronzo. Un giorno, l’idea: sapete che c’è? Mettiamo tutti una quota e ce la compriamo, una palla, così giochiamo tutti. Andammo a comprare un pallone di cuoio che si decise di tenere a rotazione, purché venisse sempre portato ogni pomeriggio al campo.
Ecco, credo si debba prendere esempio da questo. Litigare con “quello con la palla” non serve a nessuno nè serve tentare di rubargli la palla.
Serve unire le forze e farci, da soli, le regole del gioco.
Buon weekend a tutti!
Ah, maranza e non: andate a giocare con la palla, che è meglio!



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