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7 ottobre 2023: l’inizio di un crimine ancora in atto.
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Quella in foto è la moschea di Al-Hassina: a sinistra, com’era. A destra, com’è dopo l’intervento di Israele. Sono ormai note e rese pubbliche anche dal mainstream, le immagini della striscia di Gaza prima e dopo (QUI ne parla anche SKYTG24) e ciò che mi colpisce maggiormente è la distruzione sistematica dei luoghi di culto. Anche la vicina moschea di Al Hassan è stata fortemente danneggiata e parzialmente distrutta da un attacco aereo, il 16 novembre del 2023, mentre erano in corso le funzioni religiose: fu un massacro, taciuto dai media occidentali. Oggi, 7 Ottobre, ricorre l’anniversario del vile attacco terroristico di Hamas che ha innescato la “guerra” in atto, una guerra che nonostante sia vigente un cessate il fuoco, va avanti e le immagini satellitari non lasciano spazio nè a dubbi nè ad interpretazioni faziose: si trattò allora di un crimine, continua ancora ad oggi a trattarsi di un crimine.

Radere al suolo oltre l’80% di edifici civili e religiosi è un crimine internazionale ed a dirlo non sono io, povero complottista passibile a breve di accusa per antisemitismo per aver ribadito una verità oggettiva, sono diverse fonti del Diritto Internazionale quello che “vale, sì, ma fino ad un certo punto” (cit.), quello dove si inneggia alla Corte Penale Internazionale ed ai suoi mandati di arresto solo se il protagonista è Putin mentre si sorvola e si ignora quando il protagonista è Netanyahu…

Ebbene:

  • lo Statuto di Roma della CPI, agli articoli 7 e 8, prevede senza ombra di dubbio che dirigere deliberatamente attacchi contro edifici dedicati al culto, all’educazione, all’arte, alla scienza o a scopi benefici, monumenti storici, ospedali e luoghi dove sono riuniti i malati ed i feriti, è crimine di guerra, anche in scenari di guerra civile o interna. E se tali attacchi sono finalizzati a colpire deliberatamente l’identità di un gruppo sociale, etnico o religioso, essa può rientrare nel reato di persecuzione;
  • La Convenzione di Ginevra e dell’Aia (base del Diritto Internazionale Umanitario) nelle loro molteplici edizioni, prevedono che:
    • IV Convenzione di Ginevra (1949) – Articolo 53: Vieta espressamente alla potenza occupante la distruzione di beni immobili o personali appartenenti a privati, allo Stato o a enti pubblici.
    • I Protocollo Aggiuntivo alle Convenzioni di Ginevra (1977) – Articoli 52 e 53:
      • L’Articolo 52 sancisce il principio generale di distinzione, stabilendo che gli attacchi devono essere limitati strettamente agli obiettivi militari e che i beni civili non possono essere oggetto di attacco o rappresaglia.
      • L’Articolo 53 proibisce specificamente di compiere atti di ostilità diretti contro i monumenti storici, le opere d’arte o i luoghi di culto che costituiscono il patrimonio culturale o spirituale dei popoli.
    • Convenzioni dell’Aia (1899 e 1907) – Articoli 27 e 56: Rappresentano le prime fonti scritte a imporre l’obbligo di risparmiare le strutture religiose, storiche, scientifiche e caritatevoli durante i bombardamenti, punendone la distruzione intenzionale.
  • Convenzione dell’Aia per la protezione dei beni culturali in caso di conflitto armato (1954): All’Articolo 4, le parti contraenti si impegnano a rispettare i beni culturali situati sia sul proprio territorio sia su quello delle altre parti, astenendosi da qualsiasi utilizzo del bene per scopi che possano esporlo a distruzione o danno, e vietando ogni atto di ostilità, vandalismo o saccheggio.
  • Secondo Protocollo della Convenzione dell’Aia (1999) – Articolo 15: Introduce la responsabilità penale individuale, obbligando gli Stati a incriminare e punire chiunque attacchi o distrugga intenzionalmente un bene culturale protetto.

Quindi, che siano CRIMINI DI GUERRA e CONTRO L’UMANITA’ è fuori da qualsivoglia dubbio giuridico o interpretativo! Ma perché la Comunità Internazionale non si muove? Perché i Caschi Blu dell’ONU non intervengono a limitare la sovranità israeliana al solo fine di interrompere tali crimini? Beh, Israele non ha ratificato proprio tutti gli accordi internazionali su elencati e men che meno ha mai ratificato lo Statuto di Roma ed infatti, NON è membro della Corte Penale Internazionale e NON riconosce la sua autorità nè è tenuta a rispettarla. Ecco perché Netanyahu è libero di prendere un aereo, recarsi negli Stati Uniti di America e parlare tranquillamente all’assemblea delle Nazioni Unite… Come? Avrebbero dovuto arrestarlo? Eh no, mi dispiace, non è legalmente possibile, con buona pace dei manifestanti presenti in piazza (loro si, arrestati). Perchè? Perchè anche gli USA NON fanno parte della CPI e, quindi, non sono vincolati ad osservare ed eseguire i suoi dettami anche perchè, altrimenti, come farebbero ad esportare democrazia se dovessero rispettare i dettami del diritto internazionale? Suvvia… Leviamoci il prosciutto dagli occhi che altrimenti non si riescono a vedere le porcherie.

Da recenti sviluppi sembrerebbe che Israele sia stato avvisato, per tempo e da più fonti, dell’imminente attacco del 7 ottobre 2023 ma che abbia deliberatamente scelto di non fare nulla… A voler pensar male (che si fa peccato ma spesso ci si azzecca) sembrerebbe quasi quasi che si sia fatto finta di non sapere affinché, poi, si potesse finalmente reagire come mai prima d’ora, fino al punto di radere al suolo GAZA e sterminarne la popolazione. I reati dei coloni sono ormai diffusi anche nei media mainstream occidentali e le immagini satellitari non permettono più di nascondere la realtà oggettiva dei fatti.

Sarà per questo che fioccano proposte per l’approvazione di Leggi contro l’antisemitismo? Ai posteri l’ardua sentenza…

Io so solo una cosa: NON DIFENDERO’ MAI CHI COMMETTE CRIMINI ED ATROCITA’. Il fine non può e non dovrebbe MAI giustificare i mezzi e proprio chi ha subito crimini efferati dovrebbe, per primo, rispettare il diritto internazionale e non ergersi a giudice e boia del proprio nemico.

Oggi, 7 ottobre, io sono qui a ricordare TUTTI i crimini commessi ed a denunciare l’ipocrisia tutta occidentale di guardare al singolo episodio ed ignorare sistematicamente tutto ciò che, in nome di quel singolo episodio, è stato fatto e viene ancora oggi perpetrato, riempiendosi la bocca di una “giustizia” che però vìola il diritto internazionale…

Così come oggi, 7 ottobre, è anche il compleanno di Vladimir Putin ed io sono qui a testimoniare come il mio nemico non sia la Russia e che non combatterò nessuna guerra contro un nemico inventato da politici, giornalisti e persone conniventi: mandino pure i loro figli e le loro figlie. Io ritengo che il nemico della mia patria abbia stelle nelle proprie bandiere: ora a strisce, ora su fondo blu, ora su fondo bianco. Loro sì che sono da combattere, non la Russia.

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