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Il caos che imperversa. Il chaos che ritorna.
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E’ da un po’ che non scrivo nulla e non per mancanza di tempo o di temi da trattare ma, al contrario, per l’eccessiva abbondanza! Accade tutto ed il contrario di tutto: economia, geopolitica, politica nazionale o estera, sicurezza, giustizia, violenza… Siamo continuamente “bombardati” da notizie e di tutti i tipi, anche contrastanti fra loro. C’era talmente tanta abbondanza di cose da scrivere che, alla fine, stavo per confondermi ed è stato in quel momento che ho avuto un’illuminazione: e se fosse proprio il Caos il tema da trattare?

In quest’epoca, Caos è sinonimo di confusione totale, di disordine estremo, una condizione nella quale è impossibile comprendere davvero le cose, in cui si rimane spiazzati ed alla fine, per istinto di sopravvivenza, si va sempre oltre senza mai arrivare sino in fondo su niente. Si “molla la presa”, si lascia correre, si rimane talmente disorientati che si preferisce lasciar perdere, tenersi lontani. L’attenzione viene catturata dal caos complessivo, dal tutto e, quindi, non ricade su niente, tralasciando ogni singola questione che, tutt’al più, viene trattata solo superficialmente. Come quando ci troviamo davanti ad uno scritto lungo e non siamo disposti a dedicare del tempo alla lettura: leggiamo il titolo, guardiamo le immagini, leggiamo qualche riga veloce, saltellando e via, va bene così. Pensiamo di sapere quando, invece, rimaniamo ignoranti per nostra libera e consapevole scelta.

Eppure il Caos non è questo anzi, è l’esatto opposto: non confusione, non disordine ma vuoto primordiale. Il nulla assoluto, talmente vuoto da essere persino buio. Una sorta di “foglio bianco” talmente vuoto che manca persino il colore… E’ la condizione in cui tutto può essere creato. E’ ciò che rimane quando tutto viene eliminato: il nulla pronto a divenire tutto. Non per niente la parola originaria “chaos” (χάos) significa “spazio spalancato”, un abisso, un grande vuoto pronto per essere “riempito”. Come si sia arrivati oggi a trasformare un “vuoto assoluto” in confusione e disordine rimane un mistero ma un’idea, per quanto “complottista”, me la sono fatta.

Fin dalla notte dei tempi, chi detiene il potere o ambisce al controllo delle masse ha agito su una ed una cosa soltanto: la conoscenza, il sapere. Chi ha accesso al sapere, chi riesce a studiare, ad informarsi liberamente e da fonti autorevoli, diviene incontrollabile poiché se conosci, fai. E noi nasciamo con il Chaos interiore: siamo un “vuoto” pronto a riempirsi, pronto a creare qualsiasi cosa le nostre capacità siano in grado di creare. Ecco quindi la “necessità”, per chi “governa”, di controllare questa capacità creativa, riempiendo quel chaos, andando ad “occupare” spazio creativo che ci viene sottratto, limitando di fatto le nostre capacità. Avremmo uno spazio spalancato, un vuoto assoluto e ci ritroviamo “confinati”, riempiti oltre ogni modo di nozioni, conoscenze, sapere che non è figlio di studio autonomo, di esperienza, di vita vissuta ma viene “instillato”, versato gradualmente nelle nostre teste, nelle nostre coscienze. Ci viene, da subito, insegnato a stare zitti e buoni, a rispettare l’autorità, a scernere fra bene e male, ad “incasellare” tutto, mettendo ogni cosa al loro posto ed il posto giusto è stato assegnato da altri tanto, “si è sempre fatto così”… Chi prova ad uscire dagli schemi è immediatamente etichettato: “disordinato”, “ribelle”, “testardo”, finanche “pazzo” eppure, quello spazio è nostro, è dentro di noi, ci appartiene ed è nostra, e solo nostra, la capacità di riempirlo creando ciò che vogliamo davvero!

Siccome è la conoscenza che da’ poi le idee, ecco quindi che il “caos”, il disordine, deve essere l’ordine delle cose: informazioni buttate a caso, il “libero” accesso al tutto ed al contrario di tutto. Teste “formattate” sin dalla nascita perchè è obbligatoria la “scolarizzazione” e quindi abituate, sin dall’inizio, a ricevere “input” dall’esterno e quando questi input diventano troppi a tal punto da invadere il nostro vuoto e riempirlo oltre misura, la confusione regna sovrana. E’ forse nostra? NO! Ci è stata “imposta”, noi abbiamo solo “recepito” e non potremmo fare altrimenti: un vuoto cosmico è come una voragine, un buco nero che si riempie con qualsiasi cosa gli capiti a tiro. Anzichè essere messi in condizione di scegliere con cosa riempire il nostro Chaos, ce lo ritroviamo già invaso ed è una fatica immane riuscire a liberare un piccolo spazio dove custodire le cose che realmente ci interessano.

Oggi è il caos che imperversa: con il fatto che siamo “connessi” H24, il nostro “spazio spalancato” è continuamente riempito da informazioni e stimoli e la nostra capacità di “filtro”, di “fare ordine” è fortemente limitata. La cosa che più viene naturale è il disinteressarsi del tutto, ritagliarsi un piccolo spazio e curare solo quello. Ed ecco che uno spazio infinito, dove potenzialmente generare qualsiasi cosa, diventa un piccolo cortile dove sopravvivere…

Ho avuto la fortuna di “fermarmi”, di essere gioco-forza “parcheggiato” ai margini di questo caos. Sono riuscito ad allontanarmi dalla quotidianità, ad allentare gli schemi imposti e via via sono diventato meno soggetto al “riempimento automatico” che questa società attua. Pian piano, il “vuoto” sta recuperando spazio poiché sto lentamente abbandonando convinzioni, schemi, imposizioni e ho fortemente limitato le possibilità di “nuove invasioni”, non avendo più alcun social ed utilizzando i mass-media solo “on demand”. Sono io che decido quando “connettermi”, cosa cercare, cosa guardare ed è così che mi sono reso conto come ogni volta venissi “bombardato” di informazioni non richieste. Col tempo, ho imparato a “difendermi”, ad ignorare le cose da me non richieste ed ho notato le tecniche usate per colpirci, per superare eventuali barriere: slogan accattivanti, notizie emotivamente impattanti e la ripetizione costante degli “attacchi” nella speranza che, prima o poi, si trovi una “breccia” e si riesca ad occupare parte di quel “vuoto” in modo che la creazione venga ostacolata.

Fare ciò comporta sacrifici, impegno, costante vigilanza ed eterna “pulizia” interiore. Ogni tanto faccio dei “test” e, puntualmente, si concludono positivamente ovvero, ottengo la conferma che sì, il creare “caos”, disordine, confusione, è un disegno voluto. Con l’avvento dei social e dei video, è anche quasi piacevole farsi “riempire” il proprio vuoto di immondizia… Se ti “estranei”, se ti difendi, in automatico ti “isoli” e ti ritrovi “nel vuoto”.

E’ proprio lì che voglio arrivare: riappropriarmi del mio spazio spalancato, del mio abisso, della mia voragine, del mio vuoto creatore e, finalmente libero da qualsiasi laccio, creare il “mio” mondo interiore. Abbiamo tutti una tavolozza: all’inizio era vuota e spettava solo a noi iniziare a creare qualcosa. Oggi, ce la ritroviamo già “piena”, insozzata da convinzioni, regole, informazioni, nozioni, dogma, credi, etc… La maggiore difficoltà sta lì: va prima ripulita, svuotata e poi, con massima responsabilità e creatività, riempita nuovamente con solo ciò che ci faccia star bene.

Un po’ come Neo in Matrix, quando si “connetteva” alla macchina e si ritrovava nel vuoto assoluto, quel bianco infinito dove ogni cosa veniva creata all’istante.

Liberarsi dal Caos per tornare al Chaos: dal disordine estremo al vuoto creatore.

Tornare alla condizione interiore primordiale dove essere Uno e Tutt’uno, creatore del proprio mondo, del proprio Sè!

«Bisogna avere ancora un chaos dentro di sé per partorire una stella danzante»

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