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Distrazione (e distruzione) di massa.
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Stavo per mettermi a scrivere su di un argomento ovvero, la condanna a 18 anni di Cinzia Dal Pino per aver investito ed ucciso il ladro che le aveva sottratto la borsa ma, nel frattempo, altre notizie si sono accavallate: la morte di un giovane carabiniere di 32 anni mentre passeggiava, colpito da malore improvviso, le piazze a sostegno della remigrazione, la morte di un altro carabiniere, di 26 anni, sempre per malore improvviso, il tutto mentre vanno in scena i Mondiali di calcio nonché la diatriba sul divieto agli under 16 dei social e, ultimo ma non ultimo, il caso del lenzuolo “ITALIA AGLI ITALIANI”… Alla fine avevo tanto, troppo da scrivere e, come si dice dalle mie parti: mi cunfunnivu! (mi sono confuso). Tanto, troppo, tutto insieme ed in brevissimo tempo.

Mentre cercavo di rimettere ogni idea confusa in un posto logico dentro la mia mente, è apparso il filo conduttore di tutte le notizie, apparentemente slegate a tal punto da generare la confusione che mi ha stordito: in tutte le notizie era palese e prepotente la distrazione di massa.

Mi spiego meglio, o cerco di farlo, parlando di ogni singolo argomento partendo dalla condanna alla Dal Pino, presentata come spropositata, ingiusta, sottolineando oltre ogni modo nazionalità e condizione della vittima, un uomo marocchino, illegalmente sul territorio nazionale e gravato da precedenti. Da qui, l’attenzione è stata (volutamente?) spostata dalla condotta tenuta dalla Dal Pino al più sentimentale ed emotivo problema immigrazione, clandestinità, sicurezza, tematiche che, demagogicamente, fanno molta più presa sull’opinione pubblica, pronta a schierarsi come bandiere al vento non appena ne soffi uno emotivamente sufficiente a farle svolazzare. Si è (volutamente?) spinto l’opinione pubblica ad aizzarsi contro la vittima, a prescindere dai reali fatti. Pochi, pochissimi hanno scritto la verità ovvero, come la Dal Pino avesse ucciso quell’uomo: non si è difesa proporzionalmente ad una violenza, non ha ecceduto in legittima difesa, non ha spinto via l’aggressore che, incidentalmente, è morto per le lesioni non volute… La vittima è morta poichè prima inseguita e poi ripetutamente investita con un’automobile che è passata sopra al corpo per ben quattro volte! Non una, non due, non tre… Quattro volte. Azione che richiede di innestare la retromarcia, innestare la prima marcia e schiacciare un corpo per poi rifarlo e rifarlo ancora. Questa è legittima difesa? Questo è un eccesso di difesa? Questo è un atto NON voluto?

Signori miei, questa è follia omicida senza se e senza ma, a prescindere se alla guida ci sia una donna o un uomo, un italiano o uno straniero e qualunque sia la vittima, fosse anche la peggiore feccia presente sulla faccia della Terra. Questa è giustizia sommaria, fai da te. Questo è ergersi a giudice, giuria e boia, senza possibilità alcuna di appello. Per cosa? Per una borsa, del denaro e qualche effetto personale? Tanto vale una vita umana? Ripeto, a prescindere da come quella vita venga vissuta, tocca a chiunque di noi impossessarsi della vita altrui? Che siamo, Giustizieri? No, signori. Un principio cardine di qualsiasi società civile è proprio l’amministrazione della giustizia ed il riconoscere che punizioni e giudizi debbano essere emessi da organi preposti e non dal primo che passa, sull’onda dell’emotività del momento. C’è enorme differenza fra la vittima di un furto e la colpevole di omicidio e sta proprio nella violazione di quei principi sociali che devono essere limiti invalicabili, senza esclusioni di sorta. Eppure, nessuno ha presentato o commentato così la vicenda anzi, è stata (volutamente?) distorta per solleticare la rabbia sull’immigrazione incontrollata, la sicurezza mancante, per gonfiare e portare avanti la c.d. “remigrazione“.

E’ innegabile che vi sia una problematica legata alla sicurezza ed alla commissione di reati da parte di immigrati: la statistica non mente. Detto ciò, è corretto affrontare il problema sicurezza guardando solo alla nazionalità del reo? Esiste forse una correlazione fra nazionalità e propensione a delinquere o, forse, esiste una più logica correlazione fra povertà, stato di indigenza, e delinquenza? Ma, se affrontassimo il problema guardando allo stato di fatto del reo, ecco che dovremmo includere nel ragionamento altre tematiche: accoglienza, gestione flussi d’immigrazione, integrazione sociale ed economica. Ed è qui che, a mio avviso, inizia l’opera demagogica e di distrazione di massa: per non finire a parlare, inevitabilmente, delle operazioni economiche e finanziarie e dell’enorme giro di affari dietro non solo all’immigrazione ma anche e soprattutto all’accoglienza e (finta) integrazione, ecco che conviene gettarla in “caciara” e limitarsi a solleticare il sentimento di rabbia e odio verso il diverso, il ladro, finendo poi con soffiare sui carboni, mai spenti, del razzismo e parlare di remigrazione.

E’ sbagliato parlarne? A mio avviso sì, come è sbagliato parlare di femminicidio poiché il punto focale è un altro: chi sbaglia, paga. Senza se e senza ma e senza alcuna distinzione di razza, sesso, colore, religione e chissà cos’altro ma, per far ciò, bisognerebbe avere un sistema giudiziario efficiente, efficace, speditivo cosa che noi, in Italia, ci sognamo. I processi durano oltre ogni ragionevole lasso di tempo congruo e giudici, avvocati, magistrati hanno fin troppo potere o ingerenza ed ecco che, anche qui, è più facile fare demagogia e limitarsi a parlare di remigrazione. Ripeto, è forse il solo colore della pelle o la nazionalità o il luogo di origine che fa di noi buoni o cattivi? Perché, se così fosse, io che sono Siciliano dovrei vestire stile Il Padrino ed andare in giro con la lupara, in barba ai miei quasi 18 anni di servizio come Maresciallo dei Carabinieri e l’aver vissuto la strage di Capaci…

Molto più semplicemente, chi commette un reato va condannato e punito, senza nessun altro filosofeggiare su nulla. Hai sbagliato? Paghi, punto e fine dei giochi. E invece no… tre gradi di giudizio, la rieducazione sociale del reo, e bla bla bla… Dovrebbe essere tutto molto più semplice e lineare, per far sì che risponda davvero al sentimento di giustizia insito in ognuno di noi. Sei un cittadino della comunità, residente in Italia legalmente? Bene, paghi qui, nelle patrie galere. Sei un turista o un clandestino? Bene, fuori dalle balle. Col primo volo utile, fosse anche militare, vieni portato presso il valico di frontiera più vicino del tuo paese e consegnato alle autorità locali, con tanto di foglio di condanna. Se poi il tuo paese ti lascia libero di girare per le strade, sono problemi loro. Qui non ci rimetti piede. Se ti ritrovo, ti confisco ogni cosa in tuo possesso e ti rispedisco a casa, addebitando le spese alla tua nazione.

E’ forse razzismo? No, credo e spero sia unanimamente buon senso.

Infine, le notizie che più mi colpiscono per gravità non solo degli eventi ma, soprattuto, per il livello di distrazione: le morti “improvvise” di giovani in salute. 32 e 26 anni, morti senza motivo apparente. Ora, senza perdersi in teorie complottiste, cospirazioni, opinioni personali, etc circa vaccinazioni o altro, NON E’ NORMALE che accada ciò! E non è normale far finta di niente ed accettare passivamente gli eventi. Come e perché stanno morendo giovani sani ed in salute? Non vi è correlazione con le recenti vaccinazioni di massa? Bene, siamo tutti più sollevati ma allora diteci cosa è che li uccide! Invece, anche qui, distrazione di massa… Si parla di altro, si tende a banalizzare e normalizzare, ormai da anni, eventi che normali non sono. Ho passato quasi 18 anni per caserme di mezza Italia e, prima del 2021, NON accadeva nulla di simile! Mai visto crollare a terra nessuno se non per temporanei svenimenti durante cerimonie troppo lunghe e fatte sotto al sole: gli alzavi le gambe, gli davi acqua e zucchero e si riprendeva a marciare, vivi e vegeti! Ora, leggo quasi ogni giorno di militari e poliziotti che crollano a terra e muoiono così, inspiegabilmente, di malori e morti improvvise, di mali fulminanti e sembra essere tutto normale… NORMALE UN CORNO!

Eppure, distratti come ebeti, nessuno che noti nulla, che si domandi, che cerchi risposte… Come per la Dal Pino, come per la remigrazione, come per la guerra, come per il caro carburanti, come per tutta una serie di eventi che, passivamente, ovinamente, accettiamo, sempre pronti a “tifare” ora per quella ora per questa fazione, spinti solo dall’emotività del momento, che sia rabbia, paura, disgusto… Folle pronti ad osannare l’oratore/demagogo di turno che, a suon di promesse, leccate di culo, urla, proclami, aizza questo o quel sentimento e porta le masse dove vuole, come un novello pifferaio di Hamelin.

Chi è sordo a certe note, chi non si incanta più facilmente, osserva da fuori e capisce quanto deve essere facile vivere senza capirci una mazza…

E non posso non pensare a quel detto che, nella versione più completa, così recita:

Signore, dammi la forza di cambiare le cose!

Signore, riprenditi la forza e dammi la pazienza, altrimenti commetto una strage!

Signore riprenditi anche la pazienza e dammi la stupidità che, da quel che vedo, deve essere bellissimo vivere senza capirci una beata minchia!

Personalmente, ho rinunciato alla forza e sto anche per rinunciare alla pazienza ma non per la stupidità, quello no.

Piuttosto, opterei per un buon RUM: per me, è l’ideale compagno per rimanere seduti e vedere dove si va a finire… Da distrazione a distruzione è un attimo ed almeno mi farò trovare pronto per un ultimo brindisi alla vita.

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