Vanno avanti le audizioni della Commissione Parlamentare d’inchiesta sulla gestione del Covid e, grazie al magistrale impegno di RadioRadio, ho avuto modo di seguire questa qui, con teste audito in commissione l’Avv. Nicoletta Spaziani:
Da ex uomo delle istituzioni, mi rattrista molto quando viene a mancare il rispetto formale, che è dovuto ed è tipico di qualsiasi rapporto professionale, figuriamoci istutizionale. Vedere atteggiamenti “di sfida” ed il reiterato mancato rispetto di regole, forme e ruoli è sempre deprecabile, specie se avviene da parte di giovani professionisti, con tanto di codice deontologico. Ho sempre cercato di trasmettere ai miei sottoposti l’importanza della forma ma anche il fatto che, da sola, non serve a nulla: cosa me ne faccio di un carabiniere marziale e formalissimo se poi non sa fare il proprio mestiere? Nulla, appunto, mentre un carabiniere che sa esternare richieste, motivazioni, opinioni, anche tenendo fortemente il punto, e lo sa fare nel pieno rispetto di ruoli e forma ecco… quelli hanno una “marcia in più”. Si presentano da subito in maniera diversa: quando si hanno i contenuti, l’essere estremamente formali non è vuoto salamelecco, sterile ossequio ma evidenza della preparazione tecnico-professionale che ci si appresta a sciorinare. Si “costringe” l’interlocutore a rimanere sul contenuto poiché la forma è già stata soddisfatta ergo, parliamo solo e soltanto dei contenuti. Nella mia, seppur breve, carriera ho più volte avuto accesi confronti con superiori, magistrati, “VIP”, figure istituzionali ed ho sempre cercato di mantenere l’aplomb anche grazie al rispetto della forma.
Essere formali non impedisce di esprimersi nè di dissentire anzi, conferisce ancora più forza proprio nei casi “spinosi” poiché mantiene l’alveo del discorso ben centrato sul tema, impedendo che scada sul personale o che dettagli disciplinari possano fermare il confronto.
Ebbene, osservando questo video mi è subito venuto in mente l’importanza della forma poiché, in assenza di forma, la sostanza emerge in tutta la sua “nudità” e si nota subito, specialmente se vuota.
Lascio a Voi ogni riflessione in merito e avrei voluto avere molto più da commentare ma i tanti, forse troppi, “non ricordo” non ci danno granché se non, appunto, considerazioni sulla forma.
Ho cercato di documentarmi sull’Avv. Nicoletta Spaziani ma su internet non ho trovato praticamente nulla se non uno scarno curriculum sul sito dell’Università La Sapienza, dal quale apprendo come sia del 1995 (e che quindi abbia, oggi, 30 anni), ed i pochi dati riportati sull’Albo degli Avvocati di Roma (da cui si evince l’iscrizione nel novembre del 2022).

Ora, un giovane avvocato di 30 anni che non ricordi nomi, volti, clienti, date, importi mi lascia un po’ perplesso, specialmente se ricorda poco o nulla di un contratto fra i primi della sua giovane carriera e per cifre di tutto rispetto: io un contratto da € 93.000, specialmente se da neolaureato, senza nemmeno l’abilitazione, me lo ricorderei eccome ma si vede che non tutti abbiamo la stessa memoria.
Sicuramente, l’Avv. Spaziani deve essere davvero molto brava in ciò che fa visto che, così giovane e nonostante un curriculum scarno di esperienze, ha già ottenuto incarichi di rilievo. Avrebbe potuto “sfruttare meglio” l’occasione datale dall’audizione che, in quanto pubblica, l’ha portata all’attenzione di milioni di persone e altrettanti potenziali clienti? Probabilmente sì, visto che a parte il fatto di essere giovane, sprezzante delle regole e particolarmente attenta alla propria immagine, non si è potuto apprezzare né commentare altro se non il fatto che, forse, vista la professione, qualcosa per migliorare la memoria e non solo l’estetica lo farei: sia mai che il mio avvocato non si ricordi di me, del mio nome e del mio viso proprio quando siamo in udienza! Non è proprio un bel biglietto da visita…
Infine, mi permetto di suggerire anche un corso di aplomb: non tutti i giudici che ho conosciuto io sono così disponibili, educati, comprensivi e pazienti come il Presidente Marco Lisei o l’On. Alice Buonguerrieri anzi, ne ho trovati spessissimo di intransigenti, indisponenti, boriosi e pieni di sè che, al minimo sentore di perdita di tempo o di commenti non richiesti o fuori luogo, non hanno reso per nulla facile la vita all’avvocato, PM o teste di turno… Dovendo rappresentare le posizioni di terzi che si affidano anche alle capacità comunicative ed empatiche del proprio legale, ecco che un approccio più formale, pacato e concentrato sarebbe forse più gradito, soprattutto dal cliente.
Sperando che poi l’Avv. Spaziani si ricordi chi sia, il cliente…
Tutta la mia comprensione e solidarietà agli Avvocati, prima che onorevoli, Bignami, Buonguerrieri e Lisei: non è facile né bello dover avere a che fare con giovani colleghi così, inesperti o poco avvezzi soprattutto a determinati contesti. Come detto da lei stessa, la Spaziani ha altre “ossessioni più divertenti” a cui dover pensare e forse non le permettono di trovare ulteriore tempo disponibile per dedicarsi a esercizi mnemonici e di aplomb. A volte, l’irruenza della gioventù finisce per far credere di essere arrivati solo perché si hanno i favori di questo o quel professore o la bravura/fortuna di aver ottenuto alcune collaborazioni, e non permettono di avere una visione a medio-lungo termine della propria carriera professionale. D’altronde, ognuno è figlio dei suoi tempi e questo è il tempo del “tutto subito, tutto facile”. Quindi, calma e pazienza: so’ ragazzi.
Complimenti a voi tre per l’impeccabile gestione dell’audizione. Voi ne siete usciti sicuramente a testa alta.



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