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“Oltre”: Feral Drinks.
2–3 minuti
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Ci sono idee che, appena le incontri, ti fanno pensare:
“Come abbiamo fatto a non pensarci prima?”

È stata esattamente questa la sensazione che ho avuto scoprendo Feral Drinks. Non un vino, non un cocktail, non qualcosa di facilmente etichettabile. Ma un progetto che prende verdure, spezie ed erbe aromatiche e le trasforma in fermentati vivi, complessi, sorprendenti.

E forse è proprio questo che lo rende così interessante: il fatto che vada oltre le categorie e riesca a creare qualcosa di “nuovo”.

In un mondo dove spesso il bere segue regole molto precise, Feral Drinks sceglie invece la strada della curiosità e della sperimentazione. Fermentare ingredienti che normalmente immaginiamo in cucina e non in un calice, significa cambiare prospettiva, riscoprire sapori, creare qualcosa che non appartiene completamente a nessun universo già conosciuto.

La cosa che mi ha colpita di più è il modo in cui questi fermentati riescono a essere allo stesso tempo gastronomici, freschi e profondamente identitari. Le verdure regalano struttura e profondità, le spezie aggiungono movimento, mentre le erbe aromatiche portano tensione, profumo, energia.

Non si tratta semplicemente di “alternative”, ma di un modo nuovo di pensare il gusto e la convivialità anche per chi non ama ahimè il vino.
Ciò che è importante è sedersi a tavola con la voglia di lasciarsi sorprendere.

Perché il fermentato, in fondo, è qualcosa di vivo. Cambia, evolve, reagisce. E dentro questa trasformazione c’è qualcosa di profondamente affascinante: il tempo che lavora insieme alla materia, senza forzature.

Oltre il vino, oltre i cocktail, oltre le definizioni.
Feral Drinks mi ha ricordato che il mondo del bere può ancora essere creativo, libero e istintivo. Che c’è ancora spazio per idee che rompono gli schemi e aprono nuove possibilità.

E forse è proprio questo il futuro più bello:
non sostituire ciò che esiste, ma ampliare il modo in cui possiamo vivere un calice.

Perché a volte le esperienze più memorabili nascono proprio dove non avevamo mai pensato di guardare. ✨🥕🌿

Grazie per avermi letto, Carolina.


Carolina Lunardi.

Sommelier, Toscana DOCG.

Guidata dalla curiosità, esplora il mondo del vino partendo dalle persone e dai territori che ne custodiscono l’essenza. Per lei ogni calice è un racconto: di tradizioni, di scelte, di identità.

Formata presso AIS Associazione Italiana Sommelier, ha conseguito il diploma AIS nel 2017 e il WSET Level 2 Award in Wines nel 2024, arricchendo la propria visione con un approccio internazionale.

Oggi è Sommelier presso Locanda Le Piazze, dove accompagna gli ospiti in percorsi che mettono in dialogo vino, cucina e territorio.

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