Da anni, le popolazioni non sioniste subiscono l’odio di Israele e degli israeliani verso il “diverso”, verso ciò che loro indicano come “non degno” nemmeno di esistere, figuriamoci di co-abitare con loro. Da anni le minoranze religiose, in terra Israeliana o ai confini di essa, subiscono attacchi denigratori e violenze: sputi, offese, atti di vandalismo, vere e proprie aggressioni fisiche, comprese le minoranze religiose ebraiche. Quanto documentato in Libano in queste ore però va oltre tutto ciò e mostra chiaramente la vera natura delle cose. A Debl, villaggio al sud del Libano a confine con Israele, un soldato della IDF distrugge una statua raffigurante Cristo, colpendo direttamente il volto della statua con una mazza. Odio Religioso perpetrato da chi si riempie la bocca di antisemitismo e, dietro tale parola, cela la propria malvagità chiamandola difesa, “diritto ad esistere”. Dopo gli attacchi di Trump a Papa Leone XIV, ora si colpisce direttamente il Cristo. Dopo la pulizia etnica perpetrata a Gaza, in corso da decenni e culminata con l’ultima guerra iniziata il 7 ottobre 2023 e cessata solo sulle pagine della c.d. informazione, dopo la difesa preventiva, l’uccisione di leader di altri paesi e gli attacchi criminali agli stati confinanti, adesso si passa all’odio religioso, manifestato in uniforme, alla luce del sole, con tanto di foto. Ed ecco che, insieme a quella statua del Cristo, va in frantumi anche la maschera di USRAELE. Il loro operato, già indifendibile ed ingiustificabile, ora è manifesto e palese, chiaro al Mondo intero o, quanto meno, a chi vuol vedere e non si lascia ingannare dalle etichette appiccicate dalla stampa ubbidiente, anzi serva, quella stampa che ha trasformato, ad esempio, il battaglione AZOV, una formazione militare ucraina neonazista, in una formazione “partigiana” o che fa di Putin il “mostro del secolo” ma tace su Bibi & Company. Ora, davanti a questa ineluttabile prova fotografica della natura violenta e diabolica di USRAELE, cosa si affretteranno ad inventare? Israele ha fatto pervenire le proprie “scuse”, dichiarando che prenderà provvedimenti seri sul malcapitato soldato di turno. Chissà se saranno gli stessi provvedimenti presi per il soldato che, il 19 ottobre 2023, colpì una chiesa cristiana durante i bombardamenti di Gaza, o per quel commilitone che ha sparato sul corridoio umanitario aperto ad inizio guerra verso l’Egitto o per i militari israeliani che hanno ripetutamente attaccato e colpito basi e mezzi UNIFIL… In questi casi, la “severità” dell’intervento di Israele è stata l’indifferenza e, si sa, non c’è niente di più severo di condannare una persona all’indifferenza… Mentre in Italia si approvano DDL per incrementare il contrasto all’antisemitismo, gli Israeliani distruggono Cristo. Se si emulasse la condotta del soldato israeliano e si prendesse a mazzate qualsiasi simbolo del culto ebraico, si verrebbe immediatamente ed irrimediabilmente accusati di antisemitismo, e direi anche giustamente. Quindi ciò che mi aspetto è la più severa condanna, da parte di qualsivoglia istituzione ed a qualsivoglia livello politico dal locale all’internazionale, di quanto accaduto a Debl, perché l’odio razziale e religioso è sempre odio, sia quando è perpetrato contro gli ebrei sia quando è da loro perpetrato anzi, credo sia ancor più da condannare proprio se proviene da chi, per decenni, si batte affinché tali atrocità storiche non si debbano mai più ripetere ed usa la lotta all’antisemitismo come pretesto per promuovere guerre.
Si attaccano paesi confinanti, si vìola il diritto internazionale per “difendersi” dall’odio razziale e religioso per poi permettere che vengano perpetrati gli stessi crimini di odio per i quali ci si batte il petto? Si getti quindi la maschera dell’ipocrisia e si trovi, finalmente, il coraggio di dire le cose come stanno: la distruzione intenzionale di emblemi o edifici di culto è, ai sensi del diritto internazionale, un crimine di guerra e non si può chiudere la questione con un “scusate cristiani, puniremo quel soldato indisciplinato” specie se è l’ennesimo caso di odio religioso perpetrato, l’ennesimo crimine di guerra commesso. Quanto accaduto richiede la massima attivazione e severità da parte di tutti, cittadini ed istituzioni, pretendendo che qualsivoglia rapporto con Israele cessi immediatamente fino a quando Israele non avrà posto fine e rimedio a tutti i crimini perpetrati, dimostrando veramente e seriamente la necessaria severità per contrastare quell’odio di cui quella stessa Nazione si fa difensore, iniziando col richiedere le dimissioni del Ministro Ben Gvir, secondo il quale sputare sui cristiani non è reato o odio ma solo “un’antica usanza ebraica“. Che severità e credibilità potrà mai esserci se i leader istituzionali sono i primi a fomentare odio religioso? Che “difensori” si potrà mai essere se si consente ai propri soldati di distruggere emblemi religiosi? Cosa farebbe Israele a parti invertite? E quanto ci avrebbero fracassato gli zebedei le “solerti” testate giornalistiche a parti invertite? Io non odio nessuno né credo che ci siano popoli eletti, razze superiori o infedeli da punire. Semplicemente, non sopporto l’ipocrisia, la boria, la prepotenza, specialmente se perpetrate istituzionalmente ovvero da chi, avendo ruoli istituzionali, è chiamato a contrastare tali atteggiamenti e non certo a professarli, giustificarli o incentivarli. Non sopporto le ingiustizie, a qualsiasi livello. Non sopporto i “bulli”, figuriamoci i criminali. Ho dedicato la mia vita al servizio del prossimo, lottando quotidianamente per quasi 20 anni contro le ingiustizie, indossando un’uniforme militare, proprio come quel soldato Israeliano ritratto a Debl. Vedere, in un sol colpo di mazza, distruggere tutti i valori che l’uniforme rappresenta, mandare in pezzi tutti i principi etici e morali che sono intrinsechi nel “servire” il prossimo, mi obbliga a “spezzare” il silenzio, a strappare l’omertà ed a schierarmi con chi condanna tali gesti. Nel mio piccolo, nel mio “mondo”, nel mio vivere quotidiano non c’è spazio per tali malvagità e mai ci sarà. Non sono cattolico, non sono nemmeno un cristiano, non avendo ricevuto sacramenti al di fuori del battesimo. Ho un mio personalissimo “credo”. Poteva quindi essere la statua di Cristo come quella di Buddha o Maometto , una croce come una mezzaluna o un candelabro a sette braccia. Ciò che condanno è il gesto. Ciò che contrasto è l’odio che tale violento gesto mal cela anzi, manifesta in tutta la sua gravità.
Se cercate ancora una definizione esaustiva per la parola antisemitismo, allegate la foto a tutti i dizionari del mondo e coniate un nuovo termine che indichi l’odio, la prepotenza, l’impunità, la violenza, la rabbia, l’ipocrisia e l’ingiustizia racchiuse in quel singolo colpo di mazza e provate a spiegare al Mondo perché, ancora una volta, c’è chi non può e chi può prendere persino a martellate il Cristo in croce… USRAELE può.
D’altronde, “il diritto internazionale vale ma fino ad un certo punto” (cit. Tajani)…



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