Con la legge 4671, il 17 marzo 1861 il Regno di Sardegna proclama la nascita del Regno d’Italia. Oggi, ricorre l’anniversario dell’Unità d’Italia e si celebra la “Giornata dell’Unità nazionale, della Costituzione, dell’Inno e della Bandiera” e se volete, ci si ficca in mezzo anche qualche altra cosa, almeno si festeggia pure quella… Che poi, quanto siamo ipocriti noi italiani? Basti pensare al come si sia giunti all’Unità d’Italia, ai laccetti di una Costituzione figlia di stupri ripetuti, ad un Inno nazionale sancito tale solo nel 2017 e ad una bandiera che tiriamo fuori dal ripostiglio solo in occasioni sportive ed a quelle che sventolano su scuole, palazzi e istituzioni, tutte sporche, logore, strappate, ignorate… Però oggi è festa, di tutto, tutto insieme, così… Per fare ancora più baldoria.
Più passa il tempo e più mi rendo conto di quanto questo paese si fondi più sull’ipocrisia, la falsità, l’inganno, che sul lavoro quale mezzo di indipendenza, autonomia, dignità. Perché di quel lavoro, per come lo intesero i costituenti, oggi, non rimane assolutamente nulla. Questo è sempre più il paese degli Azzariti, lui si personificazione perfetta del sistema Italia. Mi chiedo quindi cosa ci sia da festeggiare se il paese ha un analfabetismo funzionale fra i più alti d’Europa, un’informazione da paese del Terzo Mondo (con tutto il rispetto di quei paesi del Terzo Mondo che, nella classifica, ci precedono), un potere d’acquisto fermo agli anni 90, una Costituzione che viene ricordata solo quando fa comodo e calpestata ad ogni favorevole occasione (COVID docet…). Rimangono così solo l’Inno e la Bandiera… e quindi, rimarrebbe ben poco da festeggiare, fatto salvo il doveroso rispetto per le magnifiche parole del Canto degli Italiani e fatto sacro il Tricolore, come simbolo nazionale.
“Uniamoci, Amiamoci. L’unione e l’amore rivelano ai popoli le vie del Signore”… Quello stesso Signore sempre più bistrattato, ignorato, odiato, rinnegato, spesso dalla sua stessa Chiesa… Quindi, chi segue più quelle vie? Nessuno tant’è che a nessuno interessa unirsi, amarsi per un bene superiore. Viviamo in un’epoca in cui il fine giustifica sempre di più i mezzi, sdoganandone via via di più meschini, infami, diabolici. Ed il popolo d’Italia che fa? Inebetito da likes, shorts, TikTok, Instagra, Social, Influencer e deficienze varie, condivide tutto ed il contrario di tutto, quasi sempre senza mai capirci una mazza… E si finisce con l’unica cosa che l’italiano sa fare davvero bene: il tifo da stadio! Ed ecco che si assiste alla sempre cara e mai vecchia faziosità divisiva, ora per il Sì, ora per il NO, ora per questo, ora per quello… Il massimo che si riesce a fare è la disaffezione , che porta a disinteressarsi di tutto e fa sì che gente come Tajani, “forte” del suo 4,3% di preferenze prese alle ultime elezioni nazionali, sia Vice Premier, Ministro degli Esteri e faccia dichiarazioni imbarazzanti a suon di “BASTA!”.
“Eh ma la colpa è di chi lo vota”; “Questo per colpa di chi va a votare!” . Sicuramente è grazie al voto che certa gente arriva a ricoprire ruoli istituzionali, almeno fino a quando ci sarà ancora concesso di votare, ma queste sono le regole del gioco chiamato “democrazia”. Se, per qualsiasi motivo, si ritiene che siano da cambiare, allora si cambiano! Non ci si astiene dalla lotta, non ci si disinteressa, non si aspetta. Ci si attiva. Il sistema va cambiato, in un modo o in un altro. “Democraticamente”, col voto, si ritiene sia infattibile? Bene! Allora ritroviamo quello spirito risorgimentale, quel coraggio, e cambiamo metodo! Il sistema NON collassa da sè, per il semplice motivo che NON si regge sulla democrazia: essa è solo paravento, finzione, specchietto per allodole. All’occorrenza, il voto sarà esteso ai minorenni, dato agli immigrati, dapprima regolari, poi anche agli irregolari, poi sarà limitato, si inventeranno i Grandi Rappresentanti, le Triadi, la Troika, il Commissariamento, l’Europa Unita e qualsivoglia altra finzione giuridica per tenere saldamente il potere nelle stesse mani in cui è oggi e credere che un “principe azzurro”, magari biondo e Yankee, arrivi a salvarci è palesare la propria stupidità ed inadeguatezza ad affrontare realmente ed efficacemente il problema! Il potere è sempre stato nostro e, da sempre, ci viene fatto credere di NON averlo, di doverlo cedere, di farlo gestire ai potenti, ai capaci, agli esperti, ai tecnici… Oggi deleghiamo tutto, persino l’amministrazione del condominio in cui abitiamo, pagando (strapagando?) un amministratore che, spesso, non risolve nulla anzi… Dove si vuole arrivare, continuando così? Non c’è luce in fondo a questo tunnel ma solo una parete, contro la quale ci schianteremo sonoramente se non invertiamo la rotta! Questa Italia, oggi come allora, è da liberare un comune alla volta, un cittadino alla volta! Non si ritiene possibile farlo rispettando le regole vigenti? Bene, si faccia altro! Si pretenda altro! Si organizzi altro! Che sia una rivoluzione pacifica, una comune, una comunità, una secessione, una “primavera italica”, un nuovo contratto sociale, che sia ciò che deve essere ma che SIA! Non possiamo ancora rimanere a guardare, a fare spallucce, a disinteressarcene, ad auto-limitarci perché la sfida appare troppo grande… Bisogna CREDERE, bisogna AGIRE. Che l’Italia torni ad essere quella “terra di fuoco”, di ardente passione, di indomita natura e che gli italiani tornino a dimostrarsi suoi degni figli!
Quando ciò accadrà, allora potremo festeggiare tutto, tutti insieme. Fino ad allora, testa bassa e pedalare. Rimboccarsi le maniche, sudare, finanche bestemmiare quando le cose sembreranno andare male, purché serva a rinvigorirsi, a tirare fuori maggiore convinzione ed insistere, sempre, fino all’obbiettivo! Mai, Mai e poi MAI arrendersi o, peggio, divenire come il nemico che dobbiamo combattere! Il fine NON può mai giustificare i mezzi, qualunque esso sia.
Destatevi dal torpore. Scrollatevi di dosso l’ignavia, la riluttanza, la disillusione. Armatevi di passione, di speranza, di cultura, di consapevolezza, di bellezza, di vera e reale condivisione e partecipate, come potete, come sapete, come riuscite! C’è spazio per tutti e bisogno di tutti: dall’ingranaggio più grande all’ultimo bullone, per quanto piccino e apparentemente insignificante! Da chi si spende in politica a chi si smazza nel sociale, nel volontariato, fosse anche solo nel proprio condominio!
Non è e non sarà mai la grandezza del gesto ma la purezza dell’intenzione a fare la differenza!
Bisogna crederci, bisogna animarsi, bisogna partecipare, bisogna vigilare, bisogna riprendersi in mano il ruolo di cittadino, di popolo, di sovrano! E bisognerà lottare, in primis contro noi stessi!
“Agonizzanti in un letto, fra molti anni da adesso, siete sicuri che non sognerete di barattare tutti i giorni che avrete vissuto a partire da oggi per avere l’occasione, solo un altra occasione, di tornare qui, sul campo, ad urlare ai nostri nemici che possono toglierci la vita, ma non ci toglieranno mai la libertà.”
Io ci credo ed è per questo che sono qui, sul campo, da sempre, a portare la mia goccia.
Servitore, MAI servo!



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