Sono ormai quasi 7 anni che “prendo schiaffi” dalla vita, dal 2020 ad oggi… In estrema sintesi, ho perso tutto: lavoro, casa, famiglia… È come se qualcuno avesse preso una gomma e cancellato tutto, riportando il foglio bianco ma, come accade quando si fanno grandi cancellature su di un foglio, rimangono gli aloni, il foglio si stropiccia tutto e sì, non c’è scritto più nulla sopra e si potrebbe anche riutilizzare ma non si ottiene certo un foglio bianco, pulito, elegante, piuttosto uno tutto sporco e stropicciato che quasi quasi lo butti e ne prendi un altro talmente è rovinato…
Ecco, io mi sento così, come il foglio: sento tutti i segni delle cancellature e non mi riconosco più…
Perché non è stato un reset, è stata una demolizione! Da anni ormai, sistematicamente, punto dopo punto, la mia vita è stata demolita. Intorno a me ci sono solo macerie. Cumuli di macerie… Non vedo più uno spiazzo libero dove poter appoggiare l’occorrente per ricostruire. Dovrei far posto ma ho le braccia talmente dolenti che ho smesso di muovermi, di provarci, di fare…
Non demolisco, non ripulisco, non riparto… Sono solo stanco. Stanco di tutto quello che ho visto, sopportato, subito, fatto. Stanco a tal punto da volermi solo sedere e riposare, fosse anche stendendomi sulle macerie, consapevole che da qualche parte ripartirò, prima o poi, devo “solo” ritrovare forze e voglia che, in questo momento, sono esaurite e sopraffatte dalla spossatezza, dalla delusione, dall’immobilismo cui, gioco-forza, sono finito.
Mai come prima nella mia vita, il mio vivere dipende da altri, persino il vivere quotidiano e questa impotenza mi svilisce. Da padrone del mio destino a mero spettatore, su tutti i fronti, contemporaneamente! Alti e bassi nella vita capitano a chiunque ma, se va male a lavoro, ci si rifugia nella famiglia o viceversa… Difficile che vada tutto in frantumi e tutto insieme, senza che nulla presenti nemmeno un abbozzo di ripartenza. Difficile sì ma possibile ed é ciò che mi é successo: tutto demolito, tutto insieme… Mi guardo intorno e vedo solo cocci e, per la prima volta in vita mia, alzo le mani… Ammetto che non so da che parte rifarmi.
Anche durante la malattia, quando non sapevo se sarei mai riuscito a tornare a casa, trovai una forza dentro di me che mi fece affrontare il tutto. Adesso non riesco più a farlo… Il peso della stanchezza é diventato troppo grande. Non é oppressione, non é paura … Sono stanco… Mi viene in mente la scena del film il Miglio verde… Sono stanco, capo… Ecco, vorrei solo che questa sensazione di spossatezza, di impotenza, di immobilismo, finisca… Ho, finalmente, raggiunto il mio limite massimo di sopportazione… Fine, basta, stop… Sono arrivato. Capisco che da solo non posso continuare.
So di non essere stato mai solo, so di avere persone nella mia vita a cui poter chiedere di farsi carico di un pezzetto di questo fardello ma non ho mai dato a vedere nulla a nessuno. Spalle larghe, sorriso di circostanza: Come va? Bene. Va. Tutto a posto… Adesso no, adesso sono veramente sfinito ed ho chiesto aiuto… Sono andato dallo psicologo ed abbiamo fatto una bella chiacchierata di quasi 2 ore… Ne avevo già fatte un paio con alcune persone Amiche, con la A, ma sentivo il bisogno di un punto di vista terzo, estraneo, professionale. Qualcuno che sapesse eventualmente riconoscere i molteplici aspetti e ripercussioni… Non mi vergogno anzi, ritengo sia bellissimo riconoscere i propri limiti ed ho scoperto che, finora, l’ho sempre sfruttati a pieno. Semplicemente, ora la questione é divenuta troppo grande, troppo complessa, troppo vasta, sopporto da troppo tempo e, come sempre, una persona sola non può prendersi cura di tutto e tutti… É giunto il momento di prendersi cura di me stesso… Di dare il giusto e doveroso tempo di inattività che permetta una completa ricarica delle energie. Eppure, pur sapendolo, non avviene…
Da anni, sento il bisogno di piangere… Sono anni che vorrei piangere disperatamente come un bambino e sono anni che non ci riesco! Pensavo che sarei scoppiato in lacrime riabbracciando i miei figli, una volta tornato a casa… Niente…
Pensavo di piangere fra le braccia di mia moglie… Niente, anzi… É diventata ex moglie…
Pensavo di lasciarmi andare finalmente una volta riabbracciati i miei genitori o mia sorella… Niente…
A volte sento una canzone particolarmente emotiva ed allora chiudo gli occhi sperando che si inondino… Niente… Ogni tanto mi sorprendo con una lacrima davanti alla tv e spero che sia la volta buona… Niente… Non riesco a liberarmi di questo blocco che mi impedisce di fluire oltre tutto e tutti. Eppure, dentro di me sento che non appena avrò buttato fuori tutto il peso, potrò finalmente ripartire con nuove forze ed energie ma niente … Non succede niente…
Eppure, vorrei tanto piangere…
E di motivi ne avrei a iosa… Ripeto, ho perso tutto… La mia vita é a zero… Il mio vivere quotidiano dipende dalla disponibilità e benevolenza di altri, che non smetterò mai di ringraziare e mai potrò farlo abbastanza. Quindi, che sia per dolore, delusione, tristezza, riconoscenza, gioia … Avrei mille motivi per piangere… Voglio piangere!! Prima o poi succederà e sarà bellissimo, lo sento!
Fino ad allora, respiro profondamente, testa bassa, piede avanti piede e si tira avanti…
Si, lo so… Sopravvivo, non vivo ma questo é il meglio che riesco a fare, al momento e, credetemi, è grassa che ci riesca. Sicuramente non mi abbatto, non mi arrendo ma non posso fare finta di non sentire tutto questo. Sarebbe sbagliato. Sarebbe altamente autolesionista. Sarebbe persino pericoloso. No, ognuno ha un limite oltre il quale si danneggerebbe. Ho avuto la fortuna di capirlo, di arrivarci e di chiedere aiuto. Perché scrivo tutto questo? Perché sento che é parte della mia terapia. Sento che mi aiuta a “liberare” quell’ intoppo emotivo, fermo lì, da qualche parte, dentro me. E poi, metti che esista anche una sola persona che sta affrontando qualcosa di simile credo sia giusto dirle che non é sola… Che chiedere aiuto non é male, non é sbagliato, non é vergogna anzi… É vitale, é saggio, é lungimirante. Isolarci non serve, ci deprime. Stordirsi non serve, ci confonde maggiormente le idee. Fare finta di nulla non serve, peggiora solo lo stato delle cose.
Bisogna fermarsi, ascoltarsi e capirsi. Io l’ho fatto. Ho compreso che da solo non posso più farcela ed ho chiesto aiuto… Ora, mi resta solo che piangere… Non vedo l’ora e sarà bellissimo!
“Se un giorno avrai voglia di piangere chiamami:
non prometto di farti ridere ma potrò piangere con te… “
– Gabriel Garcìa Màrquez –



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