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LOMBROSO 2.0: adesso sarà l’AI a “predire” chi diventerà un criminale…
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Ezechia Marco Lombroso, detto Cesare, nacque a Verona il 6 novembre 1835 da una famiglia benestante ebraica. Studioso, si laureò in medicina e, nel corso della sua carriera, si lasciò sedurre da un argomento in particolare: la fisiognomica, dalla quale rimase affascinato a tal punto dal volerla applicare allo studio del crimine, arrivando a dare “vita” ad una teoria singolare ovvero, il criminale lo si poteva riconoscere da precisi tratti fisiognomici che, se presenti, avrebbero permesso di “predire” i comportamenti di quella persona. Studi e lasciti lombrosiani sono stati accantonati da molti decenni, smentiti a seguito dell’errato approccio e pensiero filosofico attuato dal Lombroso.

Eppure, nel 2026, ecco riemergere l’argomento, stavolta in salsa Hi-Tech: in Inghilterra, infatti, stanno per affidarsi ad un progetto alquanto “lombrosiano“. L’intelligenza artificiale predirà quali bambini diventeranno criminali! (QUI la notizia completa). Ebbene sì, l’Ia tenterà di identificare i minori più a rischio di essere coinvolti in attività criminali e lo farà utilizzando e incrociando dati già esistenti che al momento sono di competenza solo delle autorità e di dipartimenti governativi.

Altro che Minority Report, qui siamo alla realizzazione di quella intelligenza artificiale senziente stile Person of Interest. Credo sia inevitabile porsi delle domande: quando e come questa IA analizzerà comportamenti e vita dei bambini? Vuol dire che, gioco-forza, dovrà “invadere” la loro (e nostra) privacy, osservando la loro (e nostra) vita a 360 gradi, sempre e comunque, alla ricerca di quegli “alert” che le permetteranno di emettere il suo verdetto ovvero, futuro Gambadilegno, Macchianera o novello commissario Bassettoni?

E mentre siamo distratti dai preservativi esauriti alle olimpiadi dagli atleti (beati loro…), dalle medaglie che si rompono, da tutti i caxxi della vita quotidiana, la follia distopica avanza, inesorabile. Quando tutto sarà “squisitamente” digitale o digitalizzato, quando ogni nostro respiro sarà registrato dallo smart-watch ed analizzato in tempo reale da chissà quale “app”, il nostro essere “umani”, il nostro essere “senzienti” e dotati di libero arbitrio, sarà finito chissà dove, come il più vetusto degli strumenti informatici, facendo di noi dei prigionieri, schiavi del sistema digitale…

Chissà se anche il padulo sarà digitale o se invece, per quello, rimarrà qualcosa di fisico da inserire… solo io “prevedo” un cavo grosso, ma grosso, che si avvicina terribilmente al nostro buco analogico ?

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