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Sveglia! Il Mondo è ammalato!
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Iniziava così, con quest’urlo, il brano “Per colpa di chi?” di Zucchero, del 1995. E’ interessante notare come, dopo oltre 30anni, il progredire della “malattia” sia stato inesorabile, tanto che si potrebbe parlare di “Stato terminale” e, sul perché, non credo ci sia bisogno di doversi soffermare più di tanto: basta guardarsi intorno per vedere, percepire, il degrado umano, sociale e politico in cui siamo finiti. Se un tempo si valutavano popoli, famiglie e persone sulla base dei princìpi e dei valori che seguivano, oggi ci si sofferma solo sul seguito presente sui “social”, il vero male del momento. E per sancire che si tratti di una vera e propria malattia, basta aprire WhatsApp, cliccare sull’icona “aggiornamenti” e scorrere la lista dei “canali da seguire”: un “trionfo” di trash, inutilità, superficialità, apparenza. In poche parole, il vuoto cosmico dell’umanità. Il nulla più totale. Ciò che colpisce, almeno me, è il proliferare di canali aventi ad oggetto minorenni che mettono in bella mostra la loro vita, la loro quotidianità ed il ripetersi assillante, da parte di tutti, di un unico mantra: “seguimi!”. Buffo: lo voleva anche il pifferaio di Hamelin…

Ma, si sa’, l’essere umano ha la memoria labile e la storia è condannata a ripetersi, ciclicamente. Fossi uno storico, oserei appellare questo secolo come il vero “medioevo” della storia umana: un buio che avanza, inesorabile, divorando coscienze, ragione, valori, etica e morale. Di queste ultime due, se non ergeremo loro a breve dei monumenti, se ne perderà totalmente il ricordo, il significato, specie in un’epoca in cui vengono “tirate” e “stirate” per riuscire a coprire le azioni di chicchessia, specialmente se americano e biondo. Coloro che hanno visione dello stato delle cose rappresentano, manco a dirlo, la minoranza che, come sempre, viene derisa, isolata, beffeggiata a tal punto che la maggior parte della minoranza si limita a commentare, criticare o, peggio ancora, aspettare: un nuovo leader, un nuovo partito, un ennesimo salvatore, piovuto da chissà dove, mandato da chissà chi purché riesca laddove nessuno si azzarda nemmeno di provare ovvero, migliorare lo Stato, possibilmente anche delle cose in generale.

Nel solo ultimo lustro, di leader, di partiti, di movimenti, ce ne sono stati proposti a iosa complice, oltre al già esistente mondo politico, anche il “fantastico mondo del Dissenso”. Risultato? Uguale per tutti: lo 0,X%… Il nulla cosmico che la fa da padrone, anche qui… Sembra essere destino: dove ti giri ti giri, il nulla… Anzi, peggio del nulla c’è il veder litigare per partiti dallo 0,X%. La lista è talmente lunga che la evito ma basta ricordarsi dei partiti nati sull’onda della pandemia e vedere quanti, ad oggi, non abbiano sofferto di “problemi intestinali“, di lotte intestine… Non se n’è salvato nessuno. Sia chiaro, la mia non vuole essere critica o derisione, ci mancherebbe anzi, ho sempre apprezzato la tenacia ed il lavoro di chi, nonostante tutto e tutti, ci continui a provare e non potrei fare altrimenti visto che, io per primo, lotto sempre, soprattutto da solo. La mia è solo un’analisi dello stato attuale di ciò che mi circonda e, sarà che porto gli occhiali e ci vedo così così, ma non vedo altro che un Mondo ammalato! Nessun anticorpo all’orizzonte, nessun segnale di ripresa o di cura anzi, a breve credo che assisteremo alla più realistica partita di Risiko mai avvenuta: la spartizione del planisfero multipolare. L’America ha già messo le mani avanti pubblicamente, il 5 Gennaio 2026, con questo post il Dipartimento di Stato americano è stato chiaro:

Postando anche la seguente foto per meglio sottolineare il concetto di “OUR” (nostro), in un bel rosso sangue…

La minoranza che riesce a vedere, quando si trova davanti a certe situazioni, non può far altro che sentirsi ancora più minorata, piccola, indifesa, inutile ed è una reazione assolutamente comprensibile e naturale: gli eventi in atto sono talmente mastodontici che nessuno si sente in grado di poterci fare qualcosa… Eppure… Sentite anche voi quel “rosichìo“? Quella vocina flebile, impercettibile che, da qualche parte, nella testa, nel cuore, nella pancia, va dicendo “NO! NON E’ GIUSTO!”? Se lo sentite, sappiate che siete parte di una minoranza della minoranza ovvero coloro che vedono, comprendono, capiscono che non c’è molto da fare ma, nonostante tutto, rosicano! Coloro che sentono questo sono quelli che Mahatma Gandhi ha chiamato “un piccolo gruppo di spiriti“. Per poter realizzare quella alterazione del corso della storia, serve che tale piccolo gruppo diventi forse grande? No. Numeroso? No. Famoso? Nemmeno… Come detto da Gandhi, solo se sarà determinato ed animato da incrollabile fede nella missione, si può! Quindi, non disperatevi, non scoraggiatevi, piuttosto rafforzatevi, determinatevi e lasciate che tutto ciò vi scorra nelle vene e vada ad animare, infuocare, quella fede incrollabile necessaria a compiere questa missione! Solo con tale visione questa sparuta minoranza della minoranza, questo piccolo gruppo di spiriti – “ri-belli”? “Re-Esistenti”? – farà la storia!

E smettiamola di guardarci intorno, di aspettare, di cercare un novello condottiero: siamo NOI e solo NOI quel piccolo gruppo. Dobbiamo solo credere e volere, incrollabilmente! Bisogna sentirla come MISSIONE, non basta il semplice dissenso. Una missione di vita è quella cosa per la quale siamo disposti a mettere in gioco tutto, noi stessi compresi. E’ quella forza d’animo che ti fa dissentire, anche quando sai che ti costerà caro. Vi suona familiare? Credo proprio di sì poiché tanti lo hanno fatto, recentemente. Ricordate i dissidenti? I complottisti? I Novax? Bene. Ora, fra coloro i quali hanno detto quel primo no, vanno trovati quelli che hanno fatto di quel “NO”, una missione di fede. Io, da tempo, li chiamo “Colibrì Della Luce” poiché, proprio come il Colibrì, devono avere quell’incrollabile fede e determinazione che li anima a tal punto da fare la spola con una sola goccia d’acqua, incessantemente, nonostante l’incendio, il caldo, la fatica, il sudore, il sacrificio e le derisioni di tutti gli altri… Si, forse è vero: una goccia non spegne un incendio ma è proprio l’incrollabile fede e dedizione alla missione che fa la differenza fra un Colibrì e tutto il resto degli animali. Perché “della Luce”? Beh, in un periodo così buio, in una lotta contro il nulla cosmico, bisogna avere dentro una Luce che ci sproni e ci spinga a non mollare. Bisogna credere, avere fede, in se stessi. Trovo essenziale la lettura e la comprensione del Manuale del Guerriero della Luce di Paolo Coelho, libro che mi ha cambiato profondamente e che continua ad essere faro, certezza, guida, conforto, ormai da decenni. La lettura e la comprensione, soprattutto del non scritto, è fondamentale per divenire “Guerrieri della Luce” e non dei semplici esaltati, egocentrici, avventati. Ecco perché, nel tempo, ho coniato l’appellativo di “Colibrì della Luce“: chiunque può essere un guerriero ma solo pochi possono essere Colibrì. La differenza è sottile, quasi impercettibile all’occhio umano e questo perché NON è visibile. E’ una differenza interiore che emerge solo ed esclusivamente nei momenti più tragici, più difficili, nel fallimento, nella sconfitta così come nel potere, nella vittoria, nella delusione, nella vendetta. E’ un sottile, impercettibile bagliore nello sguardo che spinge aldilà del proprio intento, che si impossessa di noi in un attimo e ci porta a rinnegare tutto il buono fatto fino a quel momento. Chi ha quel bagliore, non è un Colibrì. Chi non sa fermarsi in tempo, chi non sa perdonare, chi non sa perdonarsi, chi cede all’odio, alla vendetta, a giustiziare Caino, non è un Colibrì, è solo un ennesimo guerriero, servo della Guerra, schiavo del sangue e dell’odio.

Per questo ho realizzato anche questo logo:

Un Colibrì che porta la propria goccia. La croce sul petto è quella dell’Arcangelo Michele, a simboleggiare la Luce interiore, per far comprendere come quello sia un Colibrì della Luce. La frase latina recita: “Nessuno può servire due padroni“. Essere Colibrì della Luce significa saper lottare contro i propri demoni, accettare i propri limiti ma, soprattutto, saper distinguere sempre ciò che è Luce da ciò che non lo è e scegliere sempre e solo di servire la prima, la Luce appunto. Deve e può esserci solo un filo conduttore nelle azioni del Colibrì della Luce. Non c’è spazio per altro. Non si può portare avanti questa missione, di fede, di vita, ed “approfittare” degli eventi per dare sfogo ad altro, fosse vendetta, egoismo, sete di potere, di apparire, di guadagno. Si serve un solo padrone, la Luce, e non si può che esserle servitori ma MAI servi, nemmeno di noi stessi. Per questo è fondamentale leggere e comprendere il libro scritto da Paolo Coelho: indica la via, interiore, il cosa e come fare per riscoprire quel guerriero che è dentro ciascuno di noi. Il resto è nelle parole di Gandhi che, alla “luce” di quanto sinora detto, potremmo riscrivere così:

“un piccolo stormo di Colibrì, determinati ed animati da incrollabile fede nella loro missione, può alterare il corso della storia, far splendere ancora la Luce e curare il Mondo!“

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