“Siamo ciò che mangiamo” o, almeno, così si dice. E, se è vero, allora perché ci ostiniamo a “mangiare male”? Negli ultimi decenni è un proliferare di catene di fast food e grande distribuzione e, coincidenza, anche di patologie legate all’alimentazione quali obesità, malattie cardiovascolari, intolleranze, allergie. La routine quotidiana ci porta a voler “risparmiare tempo” e, quindi, cercare sempre soluzioni “pronte e veloci”. Eppure, le nostre nonne ci insegnano che la cucina è alchimia, è chimica, è amore e, come ogni cosa, necessita del proprio tempo, non certo di ritmi serrati. Anche Madre Natura, che ci dovrebbe fornire tutto il cibo a noi necessario, necessita dei suoi tempi. Cosa abbiamo fatto noi? Abbiamo massimizzato ed “ottimizzato” la produzione, nell’unico interesse della “appetibilità commerciale del prodotto” quando, invece, avremmo dovuto tutelare e massimizzare il suo potere nutritivo. Quanti di noi mangiano “qualcosa al volo”? Tanto poi mi rifaccio con calma a casa… E, a casa, ci aspetta del cibo industriale, processato, pieno di conservanti però facile da cucinare in quanto “subito pronti”. Anche volendo stare attenti e cercare di acquistare meglio, la stragrande maggioranza continua a servirsi presso le catene della GDO, la Grande Distribuzione, con i vari super, iper, mega mercati dislocati ovunque ed ormai aperti anche H24, 7 su 7. Una volta un nutrizionista mi chiese, in quanto militare, se esistono possibilità di uscire vivi da un campo minato. Risposi di sì: basta avere la mappa delle mine, un dispositivo di ricerca o avere la fortuna di saltare in aria ma rimanere ferito. Quando chiesi il perché della domanda, la risposta fu rivelatrice:
“Ebbene, sappi che hai più probabilità di uscire vivo da un campo minato che sano da un supermercato”
Da qualche anno, cerco di stare attento a cosa compro ed a dove lo compro e credo anche di essere diventato immune o quanto meno resistente alla pubblicità. Ammetto che continuo ad andare nei supermercati ma l’approccio ormai è quello di un soldato che sa di entrare in un campo minato e, quindi, sto molto attento a ciò che metto nel mio carrello per evitare che scoppi…
E’ così che mi sono reso conto delle “furbate”, degli escamotage usati dalle aziende: “Prodotto in Italia”, con tanto di bandiera tricolore, stampigliato in bella vista. Poi prendi la confezione, la giri e rigiri come quando cerchi i minuti di cottura su di un pacco di pasta e, da qualche parte, più o meno leggibile ed immediato, trovi scritto: “di origine UE/non UE”… Uè, e che vuol dire? Vuol dire che sì, quel prodotto è fatto in Italia ma con ingredienti, materie prime che NON sono prodotte in Italia ed eccoti quindi servito, ad esempio, un prosciutto crudo con carne di imprecisata provenienza, un latticino o un prodotto caseario con latte che ha fatto chissà quanti chilometri… Da qualche tempo, frequento i mercatini del “KM Zero” qui nei dintorni di dove abito ed ho scoperto la differenza, non solo di gusto e di qualità ma anche di prezzo! Ammetto di essermi approcciato con cautela in quanto le espressioni “piccolo produttore”, “biologico” mi avevano fatto pensare: “Chissà quanto mi costa” ma, consapevole che acquistavo prodotti genuini, mi sono fatto coraggio e sono rimasto sorpreso poichè, non solo mangio meglio, spendo anche meno! Stentavo a crederci ed allora mi sono messo “carta e penna” a fare quattro conti e qualche verifica e, credetemi, mangio meglio e risparmio anche! E, se non mi credete, fate bene poiché così potrete andare voi stessi a verificare. Vi faccio degli esempi pratici, con prodotti che amo: carne ed agrumi.
Sì, ammetto anche questo: sono carnivoro, ho un’auto a motore endotermico e sono etero sessuale, praticamente il “mostro” perfetto dell’Agenda 2030… Scherzi a parte, amo la bistecca e se non la mangio, vado in “crisi di astinenza”. Essendone quasi un cultore, cerco sempre di acquistare un prodotto che non sia solo buono al palato ma che sia anche etico poiché ritengo che il “problema” non sia mangiare carne ma la sua sovraproduzione, con pratiche al limite dell’umano. Soprattutto, cerco di acquistare carne italiana e, credetemi, diventa sempre più difficile, specialmente nei supermercati (dove non la acquisto più da tempo ma dove continuo ad andare per verificare che sia ancora così). Ebbene, la stragrande maggioranza della carne in vendita alla Coop, Conad ed Esselunga, almeno qui dove abito io (Provincia di Pistoia e Prato) proviene dalla Francia, qualcosa dalla Germania, pochissimo dall’Italia. La carne “francese” di manzo, oscilla fra i 21 ed i 27 euro al chilo. Se la “vuoi” italiana, devi mettere un 3 come prima cifra… Scopro così che, nei mercati di Campagna Amica, trovi allevatori del comprensorio. Ne ho uno che viene ogni giovedì sotto casa e vende delle ottime bistecche, nel filetto, a 27 euro al chilo… Le bistecche sono scure, come è giusto che siano, e non “rosso vivo” poiché ossigenate. Ne mangio una ogni circa 10/15 giorni e “godo”, specialmente con un buon vino rosso di fianco.
Per quanto riguarda gli agrumi, parlando di prodotti biologici e nazionali, ho trovato dei prezzi che hanno dell’incredibile, al limite del sentirsi truffati… Clementine oltre i 3 euro al chilo, Arance Navel oltre i 2,60 euro/Kg, limoni oltre i 3,50 €/Kg, all’esselunga anche oltre i 4 euro. Essendo poi anche un dipendente dalla guacamole, mi interesso anche dei prezzi dell’avocado… Frutto esotico che arriva dall’altra parte del mondo e che non si trova al di sotto dei 10 €/kg, 11-12 se biologico. Andate a controllare, io l’ho fatto ed ho anche foto e screenshot dei prezzi. Ebbene, vi sono aziende italiane che praticano coltivazione biologica e che hanno prezzi al di sotto della Grande Distribuzione. Una di queste è BioInvio, che conosco ormai da anni. I suoi agrumeti si trovano in provincia di Ragusa, per un totale di 50 ettari ed oltre 25.000 piante alle quali non viene dato nessun metallo pesante, nemmeno quelli che, nel biologico, sarebbero consentiti. La frutta prodotta da BioInvio è tutta “diversa“: colorazioni variopinte, misure diverse, com’è giusto che sia in natura. Spesso, la buccia appare con striature verdi ma non perché non maturo ma, semplicemente, perché la frutta non è “deverdizzata”. Sappiate che la deverdizzazione, ovvero la forzata colorazione degli agrumi mediante esposizione all’etanolo in apposite stufe, è consentita nel biologico. Quindi, acquistando da BioInvio, non solo mangio un prodotto di qualità migliore, spendo anche meno! Ebbene sì, i prezzi sono assolutamente concorrenziali alla GDO anzi, inferiori alla loro media. Con l’avocado, poi, non c’è storia… Avocado Bio, siciliano (e non da oltre oceano) a 7,50 €/kg… Potete controllare sul sito.
Quindi, non si tratta più di “cosa mangiamo” ma di “dove e cosa compriamo“, di quanto ci informiamo e stiamo attenti prima di spendere i nostri soldi, il nostro tempo. Quando spendiamo, non usiamo solo i soldi, stiamo “barattando” quell’acquisto con il nostro tempo: quello che abbiamo speso per poter guadagnare quei soldi che vanno e vengono, il tempo no. Il tempo non torna. Ecco perché diventa essenziale spendere bene ed al meglio i propri soldi: equivale a spendere e dare valore al nostro tempo. Col cibo, diventa due volte essenziale visto che, non solo spendiamo tempo, ma ne va della nostra stessa salute! Le piccole aziende e le realtà come BioInvio e Campagna Amica, così come le tante altre che esistono, sono di “nicchia”, sono da scoprire e da difendere! Come? Sostenendole con i nostri acquisti. Si, è vero, diventano più dispendiose per via delle spese di spedizione (soldi che vanno al corriere, non certo ai produttori) ma qui sta a noi “organizzarci”: esistono i G.A.S. ovvero, i gruppi di acquisto solidale! Sono gruppi di persone che si mettono insieme per acquistare uno o più prodotti, direttamente dal produttore. Non necessitano di alcuna burocrazia nè autorizzazione per essere “fondati” o “aperti”. Si tratta di un semplice acquisto di gruppo. Bastano buona volontà e qualcuno che faccia da referente. Così facendo non solo si ottimizzano le spese di spedizione ma si possono anche ottenere sconti se si superano determinate quantità. Diventa un modo per mangiare sano, risparmiare, acquistare consapevolmente e, perché no, frequentarsi e fare nuove amicizie!
Chi abita in zona Pistoia – Prato e zone limitrofe, può contattarmi e posso indirizzarlo alle realtà esistenti e dove io per primo mi fornisco (come la stessa BioInvio, che fornisce diversi GAS qui sul territorio). Chi abita altrove, mettesse insieme un gruppo, che sia di amici, di parenti, di colleghi, di vicini e facesse i propri acquisti “solidali”. Non serve mica andare d’amore e d’accordo per forza o starsi simpatici, quello è un “plus”. Serve risparmiare tempo e denaro. Se poi si diventa amici, bene altrimenti, pazienza, abbiamo “solo” risparmiato… Vi sembra poco? Se tutte le persone a cui sto sulle balle mi facessero risparmiare, sarei felice di starvi ancora più antipatico!
Se imparassimo a stare più attenti dove e cosa acquistiamo, specialmente col cibo, non solo staremmo meglio di salute, aiuteremmo anche le aziende italiane, evitando che i nostri soldi vadano altrove. Se poi siamo anche bravi ed organizzati, si risparmia! Cos’altro vi serve per iniziare a cercare il G.A.S., il mercato “km zero” o Bio a voi più vicino o crearvi il vostro?



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