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Teatro che Non C’è: fra storia e magia…
2–3 minuti
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Era una notte buia e tempestosa, quando un carabiniere, uno storico e un giurista arrivarono al Teatro che non c’è. Il guardiano li fece accomodare sul palco e questi iniziarono a raccontare una storia incredibile, davanti ad una moltitudine di ospiti che li attendevano con ansia. Parlavano di complotti, intrighi, mostravano documenti compromettenti, testimonianze di malaffare e orribili risvolti. Il pubblico in silenzio inghiottiva amare verità, mentre i tre misteriosi forestieri incalzavano. Lo storico aveva tutte le prove, nero su bianco, atti firmati, bollati e depositati, li snocciolava uno ad uno con sapienza e un velo di cinismo. Il carabiniere al suo fianco annuiva, sottolineando l’autorevolezza di quelle argomentazioni, interveniva rimarcando osceni particolari, accostando a volte facezie e freddure. Si trattava di uno scempio consumato alle spalle di innocenti, per mano dell’autorità che lui stesso, ignaro, un tempo aveva rappresentato.
Poi fu la volta del giurista, sembrava gentile e garbato, ma in men che non si dica riuscì a strappare le vesti di Dike, mettere alla gogna Themi e, senza mezzi termini, smerdare la carta costituzionale. Passavano le ore, gli astanti in religioso silenzio ascoltavano attoniti e speranzosi in un qualche lieto fine, magari addirittura che arrivasse qualcuno a rassicurarli che era tutto finto, uno scherzo…

Ad un tratto le luci iniziarono a tremare e si abbuiò la sala, veloce come il vento arrivò una tempesta, la pioggia suonava come una batteria di tamburi sul tetto del teatro, i tuoni brontolavano in lontananza, poi all’improvviso un lampo di luce attraversò il palco ed un boato fece tremare le poltrone. Urla, sconcerto, paura.
Lo storico, dolorante per una frattura al braccio che lo tormentava col cambiare del tempo, rimane impietrito, il giurista in preda al panico si rifugia nelle fantasie di bambino ed esclama “dolcetto o scherzetto?!”, ed il carabiniere goloso, ma anche navigato, che risponde a gran voce “dolcetto!”
Una luce fioca si accende e compare nel buio la sagoma del guardiano con indosso uno strano vestito, un cappello a doppia tesa e una pipa fumante.
Non so perché gli ospiti scoppiarono in un applauso, probabilmente i nervi tesi o un gesto disperato…chi rideva, chi urlava.
Il guardiano immobile diede una boccata alla pipa, con lo sguardo fisso nel buio davanti a sé ; il pubblico pian piano si zittì e allora lui disse: “era una notte buia e tempestosa, quando un carabiniere, uno storico e un giurista arrivarono al Teatro che non c’è. Il guardiano li fece accomodare sul palco e questi iniziarono a raccontare una storia incredibile…”

“La vera storia d’Italia” è stata raccontata il 31/10/2025 al Teatro Che Non C’è, da Marco Billeci, Andrea Giarracco e Paolo Sceusa, ed io ve la ho ri-raccontata a modo mio!
Il Teatro è un posto magico, dove si sta sospesi a mezz’aria e si può volare, dove il tempo si ferma e si può riflettere, dove si torna bambini e si può giocare.
Se siete curiosi, fatevi raccontare com’è andata e magari la prossima volta venite anche voi !

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