Giorno 18 ottobre 2025 si è tenuta la manifestazione organizzata da ContiamoCI, che ringrazio per il lavoro svolto sinora e che spero vorrà continuare a porre in essere anche in futuro. Innanzitutto, è doveroso rendere merito ed onore a chi, dopo anni, non smette di testimoniare il ricordo di quanto accaduto in quel del porto di Trieste, il 18/10/2021 ovvero la carica delle Forze dell’Ordine, con tanto di idranti ed acqua gelata, su dei manifestanti pacifici, alcuni addirittura seduti in preghiera. Credo che la foto, divenuta immagine simbolo di quel triste giorno, sintetizzi al meglio il tutto.

Di seguito, condivido il link di tutti gli interventi eseguiti sul palco, con focus su quello tenuto da Antonio Porto, Segretario Nazionale del Sindacato OSA Polizia, e da me, Marco Billeci, consigliere associazione OSA Italia, che vi invito ad ascoltare. A seguire, le mie personali riflessioni scaturite in seguito alla giornata trascorsa in Piazza Santi Apostoli.
Come detto da Antonio Porto, non si può non notare che le oltre 50 associazioni, aderenti alla manifestazione indetta da ContiamoCI, siano riuscite a smuovere solo poche centinaia di persone. Come commentato da una signora presente nella piazza: “Sono aumentate le associazioni e sono diminuite le persone”. Ecco, chiediamoci cosa sia successo, dove si è sbagliato, cosa possiamo fare, perché credo che senza questo lavoro di introspezione e riflessione le persone, pronte a testimoniare in Piazza il ricordo di quanto accaduto, saranno sempre meno. Ancora meno quelle che vorranno continuare a provare di cambiare lo stato delle cose, affinché certi episodi non si debbano ripetere in futuro. Quando lo Stato si dimostra forte coi deboli e debole coi forti, perdiamo tutti. Questo è ciò che è successo, in estrema sintesi, a Trieste il 18/10/2021: E’ emersa palese la distinzione fra Servi dello Stato e Servitori del Popolo, non solo fra le Forze dell’Ordine ma in tutti i settori, in tutte le persone. Per paura, per tornaconto, per quello che si vuole ma questa ritengo essere stata la divisione peggiore accaduta dal 2021 in poi: chi era disposto a rinunciare ai propri diritti inviolabili e chi, invece, li ha difesi. Perché, lo dico da allora, il problema NON era il Covid-19, NON era il vaccino, NON era il Green Pass: il problema era ed è la rinuncia a difendere diritti inviolabili costati secoli di lotte.
Quanto successo in pandemia è ormai ampiamente documentato: solo chi non vuol leggere, non vede e fa finta di non sapere. Purtroppo, sono ancora ampie le schiere di chi si rifiuta di leggere o di chi legge ma non agisce. Come ho detto dal palco: politica è stata la natura del problema e politica, gioco-forza, sarà la natura della soluzione. Non ci sarà nessuna verità e nessuna giustizia fin quando non si affermerà una chiara, ferma, decisa volontà politica di fare luce e chiarezza, di fare Giustizia! E che la Giustizia, oramai, sia in mano alla politica credo sia palese anche ai più quindi, scordiamoci un “Eroe in Toga”, sia esso pubblico ministero o giudice: non si muoverà foglia che politica non voglia! Da qui, dovrebbe nascere in ognuno di noi una domanda: Perché la politica non si muove?
Prima di rispondere, dobbiamo capire cosa sia oggi la politica: è divenuta l’antitesi di se stessa poiché siamo passati dal suo originale significato, ovvero amministrazione e tutela del bene pubblico in favore dell’intera comunità, all’odierno controllo ed amministrazione in favore del profitto di pochi. I partiti ormai rispondono a logiche “politiche” che di polis e di bene pubblico NON hanno più nulla. La tanto bistrattata Costituzione Italiana (che personalmente ritengo figlia di uno stupro ed andrebbe riletta – e riscritta – col punto di vista abilmente professato dall’ottimo Paolo Sceusa) ormai è solo un faro spento e, anziché ispirare, ci fa disperare per il continuo, reiterato, tradimento dei suoi principi. La politica, (intesa come i partiti tutti, dal secondo dopo guerra ad oggi), non agisce in favore del popolo ma in tutela del profitto dei padroni. Chi sono i padroni? Gli stessi da sempre: inizialmente erano i forti, i capi branco, poi divenuti “nobili”, latifondisti, proprietari terrieri, faccendieri, banchieri, oggi società, elite, lobbies. Noi, popolo, siamo sempre e solo “servi” del sistema, utili a consolidare il reddito del padrone di turno. Ecco perché la politica – i partiti – non si muovono e non decidono: NON HANNO IL POTERE DECISIONALE DI FARLO. OBBEDISCONO. Faccio mie le seguenti parole di Marco Guzzi:
Con una sola piccola variante: io non li reputo più in buona fede! Dopo la prova data durante la pandemia, non si può ritenerli ancora in buona fede. Forse un Craxi era in buona fede ma in un Mario Draghi, in un Roberto Speranza, non riesco proprio a vederla! Quindi, capito che l’attuale classe politica dirigente NON SI RIBELLERA’ mai al sistema che Guzzi definisce “oligarchico”, tocca all’unico vero sovrano d’Italia scendere in campo e riappropriarsi del ruolo e delle responsabilità che gli competono: IL POPOLO, unico e vero sovrano d’Italia! Un sovrano che, oggi, non sa più nemmeno di esserlo, non ricorda che lo è, non riesce nemmeno ad immaginarsi tale! Qui sta la vera sfida, l’unica che valga la pena affrontare. Da qui, le parole del mio intervento su quel palco: se il popolo non prende conoscenza di tutto questo, la guerra è persa in partenza! Noi di OSA siamo SERVITORI DEL POPOLO! Abbiamo abbandonato la veste di Servo dello Stato quando abbiamo compreso che lo Stato non fa più gli interessi del popolo sovrano. Il nostro giuramento ci impegna solennemente verso la Repubblica Italiana e, quindi, verso il sovrano costituzionalmente indicato, il Popolo, non certo verso questo o quel governo, non certo verso questo o quel partito, men che meno verso qualsivoglia oligarca. Stiamo attraversando uno dei periodi più bui della storia dell’Uomo: siamo nuovamente alla schiavitù, privati di tutto, persino di noi stessi. Non possediamo più nulla ed anche ciò che credevamo ormai assodato, conquistato, nostro di diritto, viene negato, impedito, “concesso”, a seconda del volere del politico di turno, servo di terzi, non certo servitore del popolo.
Ecco perché il popolo NON PUO’ PIU’ delegare questo suo ruolo a nessuno ed ecco perché il tempo del Leader, del Salvatore, dell’attesa, è finito: spetta a ciascuno di noi esercitare, responsabilmente, questo ruolo. Sono anni che porto esempi profondi, etici, morali poiché ritengo questa una “guerra” ai pilastri portanti della Società civile: Etica, Morale e Giustizia. Il “mostro tentacolare” contro cui ci troviamo a “lottare” è troppo grande per essere affrontato da un leader solo: da soli siamo deboli, ricattabili, facili da destituire, screditare, minacciare, finanche uccidere… Come un mostro dalle mille teste, come una rinnovata Idra, così dovremmo agire noi: il sistema decapita una testa? Bene, ne spuntano subito altre due! Ogni singola testa è in grado ed ha l’onere (e l’onore) di portare a compimento la missione. Non importa quale delle mille teste ci riesca: basta che una sola lo faccia e l’intera Idra avrà trionfato! Ma se le teste continueranno a combattersi fra loro, più che a micidiali teste di Idra, assomiglieremo sempre più a delle teste di M…
Personalmente, da tempo ho scelto da che parte stare. Sono originario di Capaci, paese della provincia di Palermo tristemente noto per l’eccidio di Giovanni Falcone. Sono nipote di un nonno morto ammazzato negli anni di piombo della Palermo in mano alla mafia. Mi sono arruolato nei Carabinieri non perché mi mancasse il lavoro ma perché mi mancava la Giustizia! Ho dedicato la mia vita alla difesa delle libere istituzioni, come recita il giuramento prestato, ed è questo che oggi, anche se in congedo, continuo a fare, ogni giorno: difendere la LIBERTA’ delle Istituzioni! Credo che oggi ciò si traduca in un attivismo a 360 gradi poiché non basterà l’ennesimo partito: non servirà a nulla se prima non si restituirà, al popolo, una seria, concreta, fattiva possibilità di tornare Sovrano. La pandemia ci ha anche fatto toccare con mano questo: non siamo più padroni di nulla. La produzione interna NON soddisfa minimamente la domanda nazionale. Siamo dipendenti, in tutto e per tutto, da Stati Esteri o meglio, da aziende estere, da quelli che Marco Guzzi indica come oligarchi. Se vogliamo avere una benché minima occasione di liberazione, prima di ogni cosa dobbiamo tornare ad essere padroni delle nostre esigenze. E’ qui che abbiamo iniziato a perdere la battaglia, quando ci siamo lasciati convincere che le esigenze fossero quelle soddisfatte dal mercato, dall’ennesima moda, dall’ennesimo “bene di consumo”… Il mercato oggi ci domina e lo fa in maniera subdola, lasciandoci credere di “scegliere” cosa e quando comprare quando, invece, ha ormai ben chiari i flussi di cassa ed è in grado di gestirli a proprio piacimento. Non siamo più padroni di niente… A noi tocca solo pagare, sempre, di continuo… Che sia una rata, un affitto, un abbonamento, non c’è più nulla che una volta pagato sia e rimanga nostro! Il Mercato ormai domina in tutto e per tutto e credo si stia avverando e palesando ciò che, in tempi non sospetti, Jacques Attali (banchiere francese) disse in un’intervista: “Il mercato si estenderà a settori dove fino ad oggi non ha accesso: per esempio la sanità, l’istruzione, la polizia, la giustizia, gli affari esteri – e contemporaneamente, nella misura in cui non ci sono regole di diritto, il mercato si estenderà a settori oggi considerati illegali, criminali: come la prostituzione, il commercio degli organi, delle armi, il racket eccetera. Quindi si avrà un mercato che dominerà sempre più, determinando una concentrazione di ricchezze, una diseguaglianza crescente, una priorità data al breve termine e alla tirannia dell’istante e del denaro. Fino, alla fine, alla commercializzazione della cosa più importante: ossia la vita, la trasformazione dell’essere umano in una merce di scambio: lui stesso divenuto un clone e un robot di se stesso.”
Ragionando in quest’ottica, credo si comprenda meglio come green pass, identità digitale, denaro elettronico o digitale, siano solo eccellenti strumenti che, in mano al sistema oligarchico, diventano ulteriori catene per il popolo… Tutto funzionerà solo se l’algoritmo di turno emette un verdetto a nostro favore altrimenti, tutto si spegne… Ricordate? Luce rossa e non si entrava al ristorante… L’unico modo che abbiamo di uscirne “vivi” da tutto questo è tornare a riprenderci il controllo decisionale sul nostro futuro poiché questa NON è Vita: Non stiamo vivendo, stiamo sopravvivendo. Non siamo liberi, ci fanno sentire liberi… Liberi di scegliere cosa comprare senza renderci conto che siamo schiavi ormai degli acquisti. Barattiamo la stragrande maggioranza del nostro tempo e del nostro impegno per ricevere in cambio soldi con sempre meno potere d’acquisto… L’aspirazione massima della stragrande maggioranza è riuscire a farsi 10/15 giorni di vacanza l’anno, molti nemmeno quelli… I giovani cercano qualsiasi mezzo per accumulare soldi, svendendo i propri principi, spesso il proprio corpo, inseguendo un like, una visualizzazione, schiavi di una “social-ità” che di sociale non ha nulla anzi, li disumanizza ogni giorno di più. Tutta l’attuale vita sociale è solo un enorme “tritacarne”. Sono aumentate le pratiche commerciali scorrette, le truffe, il mercato è sempre più spietato ed aggressivo, i piccoli non hanno speranze e ci si fa la guerra fra poveri per cercare di accaparrarsi un cliente. Se penso ai miei due figli, oggi di 15 e 11 anni, per loro riesco ad immaginare un futuro di rider? Di corrieri? Praticamente di stenti…
Cosa possiamo fare? Ribellarci a questa idea distopica di futuro! Come dice anche Marco Guzzi, essere disposti a morire piuttosto che asservirsi a questo o quel potere! Ma come ci si ribella? Questo ce lo insegna da secoli Sun-Tsu nel suo capolavoro che è “L’Arte della Guerra”: prima di qualsiasi azione, bisogna prepararsi e chiedersi costantemente se le truppe sono preparate, se l’equipaggiamento è quello necessario, se ci sono le risorse per sostenere tutto il periodo dello sforzo e se il popolo ha come mantenersi e resistere durante il periodo dello sforzo. Applicando i criteri di Sun-Tsu all’attuale situazione in Italia la risposta è semplicemente una: ABBIAMO TANTO LAVORO DA FARE! Se vogliamo che un giorno, si spera non troppo lontano, uno di noi abbia l’opportunità di liberarsi dobbiamo iniziare OGGI a costruire tali opportunità. Dobbiamo tornare a produrre quanto meno l’essenziale, ad essere indipendenti dalla Grande Distribuzione, riuscire a sfruttare le risorse del nemico ed utilizzarle a nostro vantaggio. Cosa credete succederà se un governo, qualsiasi governo, decidesse di uscire dall’UE senza prima essersi adeguatamente preparato? I nostri “competitor” verrebbero a battere cassa, i titoli di stato crollerebbero, il debito sarebbe insostenibile, lo Stato Italia fallirebbe nel giro di niente ed il popolo si ritroverebbe alla fame, senza più nessuna fornitura dall’estero in quanto chi venderebbe ad uno stato fallito? L’Italia oggi NON HA questa facoltà di uscire da nessun accordo, facoltà fra l’altro che è costituzionalmente impedita anche al popolo: “Non è ammesso il referendum per le leggi tributarie e di bilancio, di amnistia e di indulto, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali” (art. 75 Cost.).
Ciò non deve spaventarci né scoraggiarci anzi, deve farci montare quella rabbia interiore che ci porti a rimboccarci seriamente le maniche ed iniziare a darsi da fare per risollevare le sorti di questo Paese.
“Il Guerriero della Luce sa che, se non farà niente per il Mondo, nessun altro lo farà”
dal Manuale del Guerriero della Luce, di Paolo Coelho
E’ con tale spirito “illuminato” che dobbiamo agire. E’ facendo del Colibrì il nostro esempio: con costanza, coraggio, convinzione, continuare a portare la nostra goccia d’acqua nonostante le fiamme e l’inerzia della maggioranza. Da sempre, sono le minoranze che smuovono le coscienze e cambiano il mondo! Siamo chiamati a questo: a fare attivamente la nostra parte. Tutto quanto ci circonda tenterà, costantemente, quotidianamente di scoraggiarci, di fermarci, di deriderci, isolarci… Fate come il Colibrì: continuate a volare, portate a termine il vostro compito, che è quello di versare la goccia e, subito dopo, ricominciare andando a prenderne un’altra da riportare, senza sosta, senza grazie, senza premio se non quello di sapere, nel vostro intimo, che state facendo egregiamente ed al meglio che riuscite, la Vostra Parte! Sarà la fine dell’incendio il segnale che, finalmente, abbiamo raggiunto lo scopo! Fino ad allora, testa bassa e darsi da fare! Ricordate: Un giorno questo Paese sarà amministrato da Servitori del Popolo e non da Servi dello Stato! Quello sarà un bellissimo giorno. Io ho deciso di vivere affinché questo accada.
Ora tocca a voi!



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