A seguito degli eventi innescati dalla Global Sumud Flotilla, che anziché inviare due Tir e quattro autisti a portare più del doppio di aiuti umanitari ha deciso di imbarcarsi in questa disavventura per evidenti fini diversi dalla solidarietà, l’Italia ora “pende” dalle labbra (e dalle scelte) del Ministro degli Esteri, nonché Vice Premier, On. Antonio TAJANI: a lui l’arduo compito di mediare con Israele le sorti degli incauti novelli “bucanieri” italiani. E bisogna dire che ha dato subito sfoggio delle sue immense qualità di diplomatico anche l’altra sera quando a “Porta a Porta“, da quell’altrettanto esempio di uso diplomatico della lingua che è Bruno Vespa, ha sancito un nuovo principio del diritto:
“Quello che dice il diritto è importante ma fino ad un certo punto”
Quale che sia il punto in cui iniziare ad infischiarsene del diritto beh, non è dato sapere o, forse, tale innovativo principio di sottomettere il diritto alle proprie ragioni personali vale solo per Israele e non, ad esempio, per i c.d. “No Vax” visto che Tajani, all’epoca di greenpass e negazione del diritto al lavoro ed alla retribuzione, era più che favorevole al rispetto scrupoloso della legge, senza se e senza ma. E’ per me interessante riflettere su come gli equilibri geopolitici nazionali siano dipendenti da quest’uomo che, seppur “universalmente” riconosciuto come abile diplomatico, qui in Italia rappresenti la minoranza del popolo italiano, in teoria sovrano ma, di fatto, non pervenuto se non tramite i soliti burattini facinorosi utili solo a fare casino con le forze dell’ordine ed a garantire al Landini di turno l’ennesimo weekend lungo.
Ebbene sì, i numeri non mentono: l’onorevole Tajani anzi, il suo partito rappresenta “ben” il 4,3% degli elettori italiani seppur, dalle sue scelte, dalla sua abilità e dal suo impegno e ruolo, dipenda il futuro di tutti noi… astensionisti e rispetto del diritto inclusi. Dai dati definitivi delle elezioni del 2022, risulta infatti che l’elettorato italiano contasse circa 50,9 milioni di elettori, fra residenti in Italia ed all’estero. Di questi, si sono presentati alle urne ed hanno espresso un voto valido circa 29,3 Milioni ovvero, il 63-64% degli elettori. Il partito dell’Onorevole Tajani ha “portato a casa” ben 2,2 milioni di voti circa che, se rapportati al totale degli italiani elettori, sono per l’appunto il 4,3%… Sembrano finiti i tempi d’oro di Berlusconi.
In tempi di crisi, come questo che stiamo vivendo, credo emerga in tutta la sua importanza il problema della rappresentatività della politica italiana se è vero, come è vero, che tutta la coalizione di maggioranza, oggi al governo, ha intascato circa 12,3 Milioni di voti contro i 18 milioni di italiani rimasti a casa o il cui voto è stato nullo o bianco. Ebbene, signori, ritengo che abbiamo un problema enorme e no, non è il destino della Flotilla e dei suoi “attivisti”, con buona pace della cantante Elisa e delle sue lacrime da palcoscenico: il problema di una società civile e politica allo sbando complice, se non colpevole, un sovrano inesistente, distratto, menefreghista, superficiale o ignorante (nel senso che ignora) ovvero il popolo che continua a delegare, sempre di più e sempre con meno validità di mandato politico, ora questo ora quel politicante anche e soprattutto astenendosi dal pronunciarsi, dal partecipare.
Fortunatamente, il mondo (ONU compresa) si è accorto finalmente di cosa stia (e stava) accadendo da anni (da decenni) a Gaza ed al popolo palestinese. Curioso che, qui in Italia, ce ne sia accorti quando, al governo, ci sono i “fascisti”… Coincidenza alquanto singolare, come singolare è l’accusa, fatta al governo “fascista”, di essere complice degli ebrei… In Italia, a quanto pare, tutto è possibile. Peccato che, nonostante risoluzioni su risoluzioni e mandati di cattura emessi per crimini di guerra dalla Corte Penale Internazionale, nulla si muove se non una farsa come ritengo essere quella della Flotilla, abilmente orchestrata dagli asseriti “antifa“.
Siamo talmente in preda al pifferaio magico che, anche quando si scende in strada a manifestare, si scelga di farlo in modo alquanto strano… Se manifesto contro la politica di Israele, perché non organizzare sit-in e/o volantinaggio fuori dalle sinagoghe, dall’ambasciata o dal consolato israeliano? Perché non interrompere qualsivoglia legame personale e commerciale con le aziende israeliane, evitando quindi anche solo di comprare prodotti a loro riconducibili? Se il nostro governo è “colpevole” di non aver emesso sanzioni contro Israele, perché non le applichiamo da soli, avvalendoci del potere di acquisto? Perché non creare un vero corridoio umanitario, che aiuti concretamente il popolo palestinese? Soprattutto, perché muoversi solo adesso?
Ah già, le sanzioni valgono solo per i russi, loro sì brutti, sporchi e cattivi e, ad aiutare finalmente i palestinesi, saranno gli attivisti e gli aiuti della Flotilla insieme a Landini ed ai sindacati italiani…
Certo, come no…
Il bello è che c’è chi ci crede, si fa manipolare e scende anche in strada a manifestare, bloccare ferrovie e cercare scontri con le forze dell’ordine, rigorosamente senza rischiare di far innervosire il rabbino di turno: sia mai che in questo Paese si scioperi o si manifesti per ottenere realmente e concretamente qualcosa di diverso da un weekend lungo o dal rendere la vita facile a quattro scalmanati e violenti facinorosi dalla facile “forza ondulatoria“…
Insomma, “andrà tutto bene” ma solo fino ad un certo punto…
Ah, quasi dimenticavo: oggi ci sarà Juventus – Milan. Chissà se gioca Vlahovic…
P.S.: Come memoria difensiva in sede giudiziale, varrà il dire al giudice che si, va bene la legge ma solo fino ad un certo punto?… On. Tajani, che per caso ci da qualche dritta? Grazie!



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