Insomma pare non si voglia imparare questo aspetto, ovvero che la divisione della popolazione è ciò che vuole il potere, come rappresentato al meglio dalla vignetta in copertina.
In questi giorni ci sono state delle manifestazioni pro Palestina, per i quali ringrazio coloro che hanno partecipato, in quanto quello che sta accadendo laggiù è davvero abominevole e chi mi conosce sa cosa penso e a breve, ripubblicherò la mia lettera di un anno e mezzo fa inviata alla Segre e a tutti i senatori (anche alcuni di quelli che oggi appoggiano la protesta) che ancora non ha ricevuto risposta.
Ma saltiamo per un attimo il tema specifico della Palestina, quello che vorrei trattare qui è come troppo facilmente ci si divida fra cittadini anche quando concordiamo su qualcosa, rischiando di far divenire inefficace ciò che insieme si sta facendo.
Partiamo dall’area che io chiamo del buonsenso, ma che molti sbagliando chiamano dissenso, nella quale sento dire “ma la manifestazione è diretta dai soliti poteri forti, vi partecipano personaggi che fino a ieri hanno taciuto o che fanno parte di una politica che quando gli è convenuto calpestare i diritti dei cittadini non ci ha pensato due volte a farlo”.
Ma è possibile che anche per alcuni di quest’area il tema sia meno importante delle persone che lo trattano? E’ possibile che siccome c’è qualcuno con cui non concordiamo quasi niente, si cominci a svalorizzare la lotta che stiamo facendo per prendere le distanze da alcuni partecipanti?
Perché ve lo dico chiaro, è lo stesso metodo che usano coloro che dipingono questa area come composta per lo più da folli e complottisti, e lo fanno per evitare di approfondire i temi trattati e avviare così un dibattito serio. Siamo d’accordo sul tema? Bene, lottiamo insieme, uniamo tutte le forze e facciamo crollare il sistema che continua a sostenere questo inaccettabile sterminio, ma non troviamo sempre una scusa per dividere le forze divenendo di conseguenza inoffensivi.
Passiamo al Main Stream, nel quale non poteva non prendere campo la lotta destra sinistra, la Dea assoluta del Divide et impera. Quelli di destra: “vergogna alcuni facinorosi hanno distrutto stazioni e piazze, se gli altri erano pacifici avrebbero dovuto cessare la protesta piuttosto che stare con loro” Da quelli di sinistra: “Questa è una piazza di sinistra dove si difendono i diritti dei più deboli e protestare è un diritto che c’entra se ci sono dei facinorosi? Gran parte sono pacifici.”
E’ curioso come le parti si ribaltino e come mi vengano in mente i tempi delle proteste contro il Green pass, quando ci veniva detto da molti di sinistra che avevamo condiviso le piazze coi fascisti e che avremmo dovuto abbandonarle a causa della loro presenza, facendo proprio come fanno oggi quelli di “destra”, ovvero di tutta un erba un fascio.
Ma non sarebbe il caso prima di fare ammenda per quanto sostenuto da voi stessi anni fa? E ammettere che è stato un errore demonizzare quelle manifestazioni, perché il diritto di manifestare è sacrosanto e si deve guardare al cuore della lotta e non a pochi casinisti? Lo dico per voi, per non essere considerati inattendibili, perché oggi diviene difficile credervi. Che ne dite?
Mentre per quanto riguarda quelli che criticano sulla base di pochi che fanno danni, a loro voglio dire: non si molla una manifestazione perché ci sono dei facinorosi, perché se si facesse così diverrebbe semplice sedare una protesta o trovare le giustificazioni per farlo, per esempio infiltrando persone che provocano caos per poi incentrare l’attenzione su di loro, come se tutti fossero come loro (Ricordate la “forza ondulatoria“*?).
Non si deve mollare la piazza, semmai non si deve essere complici degli atti facinorosi e cercare ogni volta sia possibile di isolarli per aiutare le forze dell’ordine ad individuarli. E per favore basta con la retorica per cui le forze dell’ordine hanno subito dei feriti, certo che è giusto solidarizzare con loro ma non per questo diviene consequenziale dover condannare la manifestazione.
Cari miei nessuno di voi è giusto, entrambi state usando la situazione per portare da una parte o l’altra gli elettori, ma questa non è una lotta destra sinistra, questa è una lotta per la quale concordano molti appartenenti a tutte le fazioni, quindi per favore cerchiamo di essere onesti e di riportare al centro il tema, quindi i civili palestinesi che stanno subendo qualcosa di atroce. Oppure il vostro intento è proprio quello di creare caos per rendere queste azioni inoffensive?
Vi prego amici miei, guardatevi bene dal “destra sinistra”, perché non ha nulla a che fare col trovare il modo di risolvere le cose, ma ha tutto a che fare col trovare il modo di non risolverle.
Infine ho sentito qualcuno che, giustamente, richiama attenzione per le altre guerre in giro per il mondo come quelle in Sudan. Cari amici avete perfettamente ragione, sono il primo che non ama privilegiare l’attenzione solo su alcune vittime, come non mi è mai piaciuto che nel giorno della memoria non si cogliesse l’occasione per parlare di tutti i genocidi, ma nel momento in cui si trova unione per una lotta cogliamo l’occasione per restare uniti e benediciamola, successivamente inviteremo i partecipanti, per coerenza, a non dimenticare anche le vittime di altre guerre che soffrono come loro. Che ne dite?
Signori se vogliamo la pace e la prosperità dobbiamo provare ad unire il popolo che mai come oggi ha interessi comuni nel demolire questo sistema, in cui l’1% più ricco e più potente domina sul restante 99, non credete dunque sia il caso di concentrarci sugli obiettivi comuni, invece che dividere? Fidatevi: se ci uniamo noi, si dividono loro, ed è a quel punto che finalmente le cose potranno ristabilire un equilibrio quantomeno accettabile. Ci proviamo?
*Nel 2021 durante una protesta di piazza contro il Green pass, un poliziotto in borghese fu sorpreso a spingere insieme ad alcuni manifestanti un mezzo della polizia come per ribaltarlo. Il ministro La Morgese, per giustificare l’agente, dichiarò che stava misurando “la forza ondulatoria” applicata sul mezzo.



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