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Il Pifferaio di Hamelin
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Narra la leggenda che nel paesino tedesco di Hamelin, nella Bassa Sassonia, vi fosse un’infestazione di ratti. Il Borgomastro assoldò un pifferaio che, grazie al suo strumento magico, era in grado di incantare gli animali, liberando così la città dai fastidiosi roditori. Tornato dal Borgomastro per incassare quanto pattuito, quest’ultimo si rifiutò di ricompensare il Pifferaio, nel tentativo di frodarlo. Per tutta risposta, la notte seguente, il Pifferaio magico suonò per le strade di Hamelin con il suo strumento, incantando i ragazzi del paese, portandoli via con sé e facendoli sparire per sempre.

Perché oggi vi racconto questa leggenda, che sono sicuro molti già conosceranno? Perché il Pifferaio Magico è ancora qui tra noi e non smette di incantare le masse, portandole ora di qui, ora di là ma sempre lontane dalla realtà.

Ritengo che non abbia più l’aspetto di stravagante musicista errante e che abbia anche cambiato il suo strumento: da piffero a schermo, ora di smartphone, ora di tablet, ora di PC o TV. Ben nascosto, in cabina di regia, ipnotizza i più bombardandoli di video, condivisi su qualsivoglia piattaforma come YouTube, TikTok, Facebook, etc.

Ritengo anche che l’ipnosi avvenga grazie anche alla falsa sensazione di controllo dello strumento, data dal fatto che l’apparecchio è nelle nostre mani e siamo noi a “decidere” quando e quali video guardare, “decidiamo” noi quando smettere… E così, ci ritroviamo ore e ore di visualizzazioni che, alla fine della giornata, non hanno apportato nulla di buono se non l’averci fritto vista e cervello!

Hanno anche dato un nome a questa ipnosi: SINDROME DA SCROLLING ma non è bastato ammetterne l’esistenza né divulgarne la tossicità a fermarla, neppure a farci desistere da detti comportamenti. Io in primis, faccio dei veri e propri test su me stesso: so bene che aprendo quell’app e mettendomi a guardare video, perderò la cognizione del tempo e, puntualmente, avviene. Nonostante la mia piena coscienza di ciò che vado a fare, l’ipnosi supera la mia razionalità e mi tiene lì, incollato allo schermo. Ogni santa volta mi sorprendo e mi rendo conto di quanto subdola e pericolosa sia la sua sorprendente efficacia pervasiva ed ipnotizzante: funziona alla grande, anche con chi sa che sta per essere ipnotizzato.

Questo è il principale motivo per cui ho aperto questo blog e per cui mi rifiuto di fare video “accattivanti”, “acchiappalike”, “Acchiappaclick”: io non devo né voglio “acchiappare” nessuno. Questo Blog non persegue nessun fine se non quello di condividere e regalare, a chi vorrà liberamente avvicinarsi ad esso, uno spazio dove poter leggere riflessioni, notizie, etc. Leggere e non visualizzare perché la lettura richiede uno sforzo diverso dalla mera visione. Mette in moto aree del cervello diverse poiché, mentre si legge, si riflette, si pensa, si critica, si VIVE… Invece, mentre si guarda un video, ci si atrofizza e spessissimo non ricordiamo nulla dopo solo pochi minuti dalla fine del video poiché non è finalizzato a darci qualcosa ma a tenerci buoni buoni lì, sullo schermo.

Vedere un video ammazza il tempo. Vedere un video ci pone “spettatori”: esteriorizza il tutto, ponendoci in posizione distaccata, impedisce il sentire dentro ciò che si vede. Non richiede grossa forza di volontà: basta cliccare play e fine.

Leggere invece vuole tempo dedicato, tempo di qualità. Richiede costante dedizione e conferma di voler continuare a leggere, richiede di comprendere, ci pone in ascolto interiore, ci immerge nell’intimità di noi stessi, ci fa immaginare, fantasticare. Rende unico e solo “nostro” ogni passaggio letto poiché ognuno di noi immagina e riflette a modo suo.

Per questo mi sto dedicando, da qualche tempo, a leggere, a scrivere e ad organizzare conferenze, seminari, incontri in presenza: se il “nemico” è il Pifferaio di Hamelin, sarà solo offrendo momenti di riflessione intima e personale, di incontro, che si potrà spezzare l’ipnosi, che non è solo quella della sindrome da scrolling ma anche (e soprattutto) quella della “condivisione compulsiva” di video e notizie, senza fermarsi nemmeno un attimo a ragionare su ciò che si sta condividendo.

Il mio sogno anzi, il mio progetto, è quello di portare “ZONA ROSSA” da posto virtuale a posto reale, concreto, in una sorta di ritrovato “circolo letterario”, in chiave moderna ed attuale. Abbiamo bisogno di stare insieme, incontrarci, parlarci, toccarci, guardarci negli occhi, sorridere, riconoscerci e sentirci, nell’accezione più profonda e spirituale del termine.

Che sia un’attività socio-culturale o che, semplicemente, sia casa mia, donare a chiunque un “porto sicuro”, dove poter “decomprimere”, dove potersi riparare dal ritmo infernale di questa società, che sia per i pochi minuti di un caffè o per il tempo di una cena o di un seminario purché sia tempo sottratto all’ipnosi ed alla giostra infernale su cui tutti, nessuno escluso, giriamo quotidianamente.

L’ideale sarebbe trovare un posto nella natura poiché è a noi stessi che dobbiamo tornare a dare ascolto e, gioco-forza, va zittito il mondo esterno ed il ritrovarsi a stretto contatto con Madre Terra è un toccasana come nessun altro. Un posto dove non solo ritrovarsi e confrontarsi ma anche dove condividere idee sulla RE-ESISTENZA ovvero, come resistere a quanto accade intorno a noi per tornare ad esistere. Un posto dove poterci “addestrare” alla vita.

Lavoro per questo. Sento che questa strada ha un cuore.

Con buona pace dei Borgomastri truffaldini e dei Pifferai Magici…

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