“Ora il dramma Gaza, ogni giorno decine di vittime, adesso anche tra chi si spinge tra la calca per cercare di ottenere una razione alimentare e questo porta come è accaduto ancora una volta nelle ultime ore, a dei morti colpiti da Israele, ma anche dalla stessa Hamas, la differenza come noi sappiamo naturalmente è che Israele è un paese democratico mentre invece Hamas è una organizzazione terroristica che tiene sotto schiaffo una popolazione che ormai ha ben poche scelte.”
Adriana Bellini – La 7
In questi giorni mi è capitato di imbattermi in un video in cui la giornalista di La 7 diceva quanto sopra riportato, francamente ho dovuto ascoltarlo qualche volta in più per esserne certo, ma alla fine ahimè mi sono dovuto arrendere: era tutto vero, lo aveva detto.
Insomma, cosa ne dovremmo dedurre?
se uno è democratico e uccide un non democratico è giustificato, mentre al contrario no?
Ma io mi domando: perché una giornalista di un Tg, invece che riportare semplicemente la notizia facendo cronaca, si lancia in una tale piroetta, che ritenere ardita è poco?
Forse perché deve indirizzare il pensiero del pubblico?
E perché dovrebbe farlo?
Non dovrebbe essere invece il pubblico a prendere una posizione consapevole, favorito da una informazione imparziale?
O almeno non dovrebbe essere così in un paese libero e democratico?
Ma c’è un aspetto che mi turba particolarmente, ovvero quella parte di pubblico che continua a ritenere questo modo di fare informazione giusto e attendibile e che spesso derubrica certi scivoloni come semplice frutto di un errore personale, ma il problema non sta tanto solo in ciò che si dice ma anche e soprattutto in come lo si dice, quando lo si dice, quando non lo si dice, etc.; e questo non è determinato da un atteggiamento personale, ma da una linea di informazione a cui molti si allineano.
Per esempio, si dice che è colpa di Hamas che è un organizzazione terroristica, ma non si dice che il terrorismo non inizia con i palestinesi, bensì con le organizzazioni paramilitari israeliane (Haganah, Irgun, Lehi, oggi convogliati nell’IDF) addirittura negli anni 40.
Di solito vengono amplificati gli attacchi fatti dai palestinesi rispetto a quelli israeliani, anche quando quest’ultimi causano un numero di vittime superiore, evitando al contempo di spiegare le condizioni in cui vivono i palestinesi, per esempio, non si dice che nella loro terra per spostarsi devono chiedere il permesso passando da Check point gestiti da soldati israeliani, i quali, in maniera del tutto autonoma e immotivata, possono decidere se farli passare o meno, impedendogli di andare a lavoro, o a fare la spesa, o qualsiasi altra cosa vogliano fare nella propria terra.
E perché non si parla degli uomini donne e bambini detenuti senza alcun processo in Israele?
E Netanyahu che invita i Social alla censura in relazione alle notizie su Gaza? Anche in quel caso si rappresentano i valori democratici?
Insomma quello che dovrebbe saltarci all’occhio, è questo doppiopesismo che induce ad allinearsi ad un opinione piuttosto che a farsene una propria, pensateci ogni volta che chi vi sta informando divide in categorie e affibbia etichette, perché forse più che informarvi vuole provare ad indottrinarvi…
L’informazione crea pensiero critico, la Propaganda crea indottrinamento.
E viceversa.
Pensateci.
Un abbraccio.
P.S. NON E’ TANTO IL COSA, MA IL COME.



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