Trump ha schiacciato l’Europa, e l’Europa ha chinato la testa.
Non c’è stato un colpo di pistola, non un’esplosione: è bastata la firma di qualche trattato, la complicità di una classe politica imbelle e corrotta, l’obbedienza servile di uomini come Mario Draghi o Sergio Mattarella, che invece di difendere l’Italia hanno preferito vendere il nostro Paese al miglior offerente.
Gli Stati Uniti non ci hanno conquistati, ci siamo consegnati noi, con le mani legate dietro la schiena e un sorriso idiota stampato sul volto di chi ci governa.
Dmitrij Medvedev, ex presidente della Federazione Russa, non usa giri di parole:
Parole che scandalizzano solo gli ipocriti, ma che descrivono esattamente ciò che ogni cittadino europeo sente quando vede Ursula von der Leyen, Charles Michel, Josep Borrell e gli altri burocrati di Bruxelles firmare accordi che ci dissanguano.
Non è solo una battuta: è il manifesto della rabbia di milioni di persone che non ne possono più di essere presi in giro, tartassati, impoveriti, umiliati.
Guardiamo i numeri: dazi azzerati per i prodotti americani, che invadono il nostro mercato distruggendo le imprese italiane ed europee.
Obbligo di acquistare combustibili americani a costi spropositati, mentre il gas russo, che costava meno della metà, è stato bandito in nome di una guerra che paghiamo solo noi.
Oltre seicento miliardi di euro di investimenti fuggiti verso gli Stati Uniti, attratti dai loro incentivi fiscali, mentre le nostre aziende chiudono e la disoccupazione dilaga. E come se non bastasse, 750 miliardi di euro sottratti ai cittadini europei per comprare l’energia americana.
Questa non è politica: è una rapina legalizzata.
E chi ha firmato tutto questo? Ursula von der Leyen, Olaf Scholz, Emmanuel Macron, e naturalmente sempre il solito Mario Draghi, l’uomo che in Italia tutti hanno osannato come “il tecnico”, “il salvatore”, “l’inevitabile”.
Eppure, quando c’era da difendere i cittadini italiani, Draghi dov’era? Era lì, a imporre il Green Pass come se fossimo bestiame da marchiare, a difendere gli obblighi vaccinali con il sostegno di ministri come Roberto Speranza, ad applaudire un’Unione Europea che ci ha trascinati in una crisi energetica e industriale senza precedenti. Draghi ha seguito le direttive di Ursula e di Christine Lagarde senza fiatare o le ha create lui stesso, mentre l’Italia crollava sotto il peso di una recessione che solo lui e i suoi complici fingevano di non vedere. E non dimentichiamo il PNRR, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, che ci è stato venduto come una pioggia di miliardi e che invece si è trasformato in un cappio al collo, un vincolo di obbedienza verso Bruxelles, scritto da Draghi e benedetto da Mattarella, da Letta, da Renzi, da Salvini, da Meloni quando ancora taceva pur di non disturbare il manovratore.
Il popolo italiano ha memoria. E non dimentica. Non dimentica che durante la pandemia milioni di persone sono state private del diritto al lavoro e alla libertà di movimento. Non dimentica che in Parlamento hanno votato a favore del Green Pass e delle sanzioni contro i lavoratori non vaccinati politici come Speranza, Brunetta, Franceschini, Gelmini, Guerini. Non dimentica che Mario Draghi, con la sua arroganza glaciale, dichiarò:
“Se non ti vaccini, ti ammali, muori e fai morire.”
Non dimentica i talk show in cui giornalisti compiacenti, da Mentana a Floris, da Gruber a Formigli, costruivano un clima di odio contro chiunque osasse dissentire.
E oggi, mentre gli Stati Uniti incassano e l’Europa si inginocchia, gli stessi protagonisti di quella stagione di abusi continuano a pontificare. Von der Leyen firma accordi che regalano agli americani le nostre risorse, Mario Draghi viene evocato come “l’uomo della provvidenza” da chi sogna di riportarlo a Palazzo Chigi; Olaf Scholz e Emmanuel Macron eseguono senza fiatare, Giorgia Meloni promette “battaglie” contro Bruxelles ma poi si allinea puntualmente e, intanto,
l’Italia affonda.
È in questo contesto che le parole di Medvedev risuonano come un pugno nello stomaco. La sua immagine di impiccare questi soggetti ai pennoni non è un invito alla violenza, ma una metafora feroce di ciò che la gente potrebbe desiderare: vedere i responsabili pagare. Perché oggi c’è un intero popolo che guarda questa classe dirigente e potrebbe sentire la stessa furia del veterano Benjamin Martin in “The Patriot” quando, di fronte al crudele colonnello William Tavington, gli urla:
“Ti verrò a cercare in mezzo alla battaglia… e ti ucciderò.”
Più una promessa di giustizia che di vendetta. La certezza che la memoria non evapora, che il popolo non dimentica, che il tradimento non resta impunito.
E allora sì, ricordiamo i numeri: 750 miliardi per comprare energia americana, 600 miliardi di investimenti portati via, dazi cancellati per riempire i container di merci statunitensi. Ricordiamo i nomi: Draghi, von der Leyen, Scholz, Macron, Speranza, Lagarde. Ricordiamo chi ha votato ogni provvedimento che ci ha impoveriti: PD, Forza Italia, Italia Viva, Cinque Stelle. Ricordiamo che mentre le famiglie faticavano a pagare le bollette, questi signori volavano a Bruxelles a inginocchiarsi davanti ai loro padroni ed a firmare la nostra condanna.
C’è un dato che parla più di ogni discorso: alle elezioni politiche del 2022 l’affluenza si è fermata al 63,9 %, ovvero poco più di 28,4 milioni di italiani hanno votato. Più di 16,5 milioni, pari al 36–37 % degli aventi diritto, non si è nemmeno recata al seggio .
Non è una minoranza irrilevante: sono cittadini esausti, arrabbiati, stanchi di promesse mai mantenute. Sono persone che non ne possono più, e che attraverso il silenzio del non voto manifestano una protesta potentissima. Non conta chi vota, ma chi non vota affatto: ed è proprio quello che mette paura ai politici. Un’“opposizione silenziosa” che la classe dirigente continua a ignorare, a proprio rischio e pericolo.
Non è più tempo di silenzio. Non è più tempo di fingere che “non ci fossero alternative”. Ci sono sempre alternative. Ma non per chi non vuole combattere. E chi ci ha governati non ha mai combattuto: ha solo obbedito.
E allora basta. È tempo di smascherare questa Europa di burocrati e questa Italia di servi. È tempo di guardare in faccia i responsabili, di pronunciare i loro nomi, di scriverli nella storia come simboli di un tradimento che non deve essere dimenticato. Perché l’America ride, Bruxelles obbedisce, Roma tace.
Ma il popolo no.
Il popolo guarda, ricorda e si prepara.
Perché la battaglia arriverà. E stavolta, nessuno potrà dire di non sapere.
Il tempo della giustizia non negoziabile sta arrivando.



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