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Atto Dovuto:
ma non staremo esagerando?
4–7 minuti
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Una famiglia in vacanza, finalmente. Madre, padre e tre figli: 17, 8 e 5 anni che vanno in campeggio. Finiscono di mangiare: la mamma lava i piatti, il papà si rilassa su una sdraio ed i tre fratelli vanno a giocare in spiaggia. Decidono di scavare una buca: chi non l’ha mai fatto, ha avuto un’infanzia triste e difficile.

Ad un certo punto accade l’imponderabile: avendo scavato troppo, il perimetro della buca cede, la sabbia crolla all’interno della buca e seppellisce nuovamente tutto, compreso Riccardo, il maggiore dei 3 fratelli, che rimane sepolto. Il resto è cronaca: Riccardo perde la vita nella maniera più assurda.

Eppure, siamo riusciti a rendere questa storia ancora più assurda.

E’ notizia di pochi giorni fa (SKYTG24): la Procura di Civitavecchia ha iscritto il padre di Riccardo nel registro degli indagati con l’accusa di OMICIDIO COLPOSO.

Secondo i magistrati, tale condotta assorbe anche i reati omissivi, come la mancata custodia del minore, che per legge spetta ai genitori. Ci tengono a precisare come tutto ciò sia un “atto dovuto“, per poter procedere poi con una serie di attività d’indagine come l’autopsia.

Caro Procuratore Capo Alberto Liguori, machedavero?

Non solo una tragedia che ha dell’incredibile, vi ci mettete anche voi con un’accusa sull’omessa custodia del minore? Ma poi, custodia di chi? Di un 17enne? Eppure l’art. 591 del codice penale, l’abbandono di minore appunto, cita chiaramente come, per essere reato, il minore debba avere meno di 14 anni (e Riccardo, RIP, ne aveva 17…) .

Inoltre, per configurarsi il reato, da tale abbandono deve instaurarsi un concreto pericolo per l’incolumità del minore che, per quanto potenziale, deve comunque essere prevedibile da parte del tutore-genitore.

Alzi la mano chi ritiene lontanamente prevedibile quanto accaduto a Riccardo al punto tale da farne una “colpa” per il padre.

Che poi, perché indagato il padre? Con quale ratio hanno deciso di incolpare un solo genitore? E come hanno scelto quale genitore “incolpare”? Forse perché il padre ha avuto l’ardire di concedersi la sdraio mentre la moglie lavava i piatti? La colpa quindi sarebbe da ricercarsi in un “patriarcale riposo“? L’assurdo nell’assurdo? O, forse, indagare entrambi i genitori era troppo anche per la solerte procura di Civitavecchia? Voglio sperare in quest’ultimo atto di coscienza.

Non so se sperare che ci sia del “non detto” dietro questa indagine, tipo un’ipotesi di omicidio con occultamento di cadavere. Una torbida storia dove Riccardo non sia rimasto sepolto ma sia stato sepolto, dopo essere stato ammazzato: per quanto straziante, per quanto crudele e cattivo come pensiero, almeno darebbe una giustificazione valida ad un “atto dovuto” che, altrimenti, appare più triste ed assurdo dell’idea stessa dell’omicidio volontario di Riccardo!

Come si può infatti lontanamente pensare di accusare di omicidio colposo un genitore in vacanza coi figli e che si ritrova a piangerne uno per un’assurda fatalità?

Provate ad immedesimarvi solo per un minuto in quel padre:

come e quanto vi odiereste per quei “5 minuti” sulla sdraio post pranzo?

Che poi, le norme italiane sono chiare: “è colposo, o contro l’intenzione, quando l’evento, anche se preveduto, non è voluto dall’agente e si verifica a causa di negligenza o imprudenza o imperizia, ovvero per inosservanza di leggi, regolamenti, ordini o discipline.” Art. 43 codice penale.

Quindi l’eventuale reo deve prevedere l’evento. Ripeto: chi poteva prevedere quanto accaduto a Riccardo? Lasciare che un figlio 17enne si diverta in campeggio, in spiaggia, coi fratellini è negligenza, imprudenza o imperizia? E da quando?

Mandare da soli, in spiaggia, due bambini di 8 e 5 anni sarebbe negligenza, imperizia o imprudenza. Lasciarli insieme al fratello maggiore, di 17 anni, è ciò che un buon genitore farebbe. Il tempo di un riposo sulla sdraio e magari li avrebbe raggiunti.

Salvo quindi scenari horror in cui Riccardo sia stato volutamente ucciso e seppellito, quanto accaduto a Montalto di Castro è solo un’inspiegabile tragedia e quei genitori meritano solo rispetto e conforto, non certo “atti dovuti”…

Da quanto poi si apprende dai giornali (TGCOM24) il padre era steso su di un lettino in spiaggia, a 2-3 metri dai ragazzi…

Io stesso, solo fino a qualche giorno fa, ero al mare coi miei figli di 14 ed 11 anni e, mentre loro erano in acqua, vicino la riva, io sono tornato alla postazione, avvertendo i ragazzi di stare attenti, di non allontanarsi e di essere responsabili. Ogni 5 minuti circa, alzavo la testa e li cercavo per assicurarmi fosse tutto a posto. Eppure, in 5 minuti si affoga o si muore seppelliti dalla sabbia…

Sono colpevole anch’io di abbandono di minore? Sono forse un padre scriteriato? Ho esposto i miei figli al pericolo? Li ho forse abbandonati? No, non credo ed hanno 14 ed 11 anni… Figuriamoci se fossi padre di un 17enne, alto 1,75mt!

Se invece si ritiene il contrario, allora toglietemi la patria potestà ma, prima, si sia coerenti poiché se lasciar giocare i figli in spiaggia è abbandono di minore finanche omicidio colposo, allora perché a 14anni possono guidare un ciclomotore? E’ indubbio che lo “stato di pericolo” richiesto dalla norma sia maggiormente prevedibile alla guida di un ciclomotore piuttosto che al giocare in spiaggia eppure nessun genitore segue con l’auto il figlio mentre è alla guida o gli impedisce l’uso del ciclomotore! Per caso, ad ogni incidente, si indagano i genitori per “omessa custodia” del minore?

Ed ancora, se riposarsi sul lettino mentre i figli maggiori di anni 14 giocano in spiaggia sarebbe una colpa, allora perché possono legalmente e liberamente fare sesso? Siamo tutti consapevoli dei rischi e delle malattie sessualmente trasmissibili o delle pratiche spesso violente che si innescano in un rapporto carnale (si pensi al sadomasochismo): cosa dovrebbe quindi fare un genitore per non vedersi indagato dal Liguori di turno? Assicurarsi che il/la minore stia usando tutte le precauzioni, che desideri e sia accondiscendente ad ogni pratica sessuale fatta, assistendo all’amplesso o aspettando dietro la porta della camera o fuori dall’auto?

Signor Procuratore, è ovvio che le mie sono solo provocazioni ma…

ci rendiamo conto delle assurdità di certi atti dovuti?

Sarete Magistrati ma qua, di magistrale, c’è solo l’esagerazione!

Caro Riccardo, riposa in pace.

Cara Famiglia di Riccardo, le mie più sentite condoglianze: quanto accadutovi è un’incredibile quanto crudele scherzo della vita. Una tragedia che, spero, supererete. Non avete colpe, nessuna colpa.

Con buona pace dei magistrati di turno e dei loro atti dovuti!

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