ASCOLTA LA CANZONE “PARLA PARLA”:
Ho sentito dire che è giusto bombardarli, perchè quelli sono terroristi; che gli americani hanno fatto bene ad invadere l’Afghanistan, quando gli hanno distrutto le torri gemelle, e che hanno giustamente invaso l’Iraq quando minacciava il mondo con le armi chimiche.
Ho letto commenti di persone che condannano i russi , perchè sono feroci invasori.
C’è gente che accusa chi non ha una macchina elettrica di inquinare il pianeta.
Li ho visti in piazza per la libertà, i diritti, contro il potere e le ingiustizie, e ancora , sedicenti comunisti scagliarsi contro nostalgici fascisti e viceversa.
Ho sentito dire che i non vaccinati sono evasori, disertori, pericolosi furbetti che contagiano i vaccinati.
Poi ho visto gente manifestare per i palestinesi, contro gli americani, pazzi guerrafondai, comprati coi soldi degli ebrei.
Ho letto pagine di denuncia di un’informazione distorta e mendace, di una classe politica marcia fin nel midollo , di una società ormai mal abituata a mazzette, favoritismi e ricatti.
Ho sentito dire che in Iraq invece dell’antrace avevano il petrolio…
che le auto elettriche hanno delle costosissime batterie, che durano poco e prendono fuoco.
Ho letto post di persone che hanno preso il covid dopo il vaccino e sono state molto male, altre che hanno avuto problemi di salute ancora non risolti, e i commenti a seguire che le sbeffeggiavano e le bollavano come no-vax…
Ancora vedo gente parlare, arrabbiarsi, manifestare, spinta da un martellamento mediatico modaiolo, tutti pronti a fare il coro alla propaganda del momento, senza ricordarsi della buggeratura di qualche mese prima, tutti in branco contro il cattivo del momento, tutti appresso all’imbanditore di turno, tutti in fila all’hub vaccinale. in nome della libertà, dei diritti…
Se prima intuivo soltanto che c’era qualcosa di malato in questa ipocrisia collettiva, adesso, dopo anni di incredulità, riesco a capire ed accettare.
Capisco che l’essere sociale ha la priorità di far parte della comunità, trovarsi escluso sarebbe un fallimento e per questo sacrifica ogni ragione, soffoca lo spirito critico, cambia bandiera e si convince della nuova moda, ripete lo slogan o semplicemente si mimetizza tra gli altri.
Accetto che sia così, è la sua volontà, faccia pure, io non posso partecipare per esigenze personali, mettiamola così. Eppure sono un essere sociale anch’io!
Ho scritto “parla parla” non molto tempo fa, per uno spettacolo teatrale un po’ particolare. Dopo i miei primi trent’anni da artista amatoriale ( nel vero senso della parola ), mi sono trovato alle prese con lockdown, coprifuoco e green pass; ho gridato tutta la mia indignazione, ho ingoiato veleno e pianto notti insonni, mi sono trovato escluso e fallito.
Quella musica anni ottanta che ci muoveva alle feste affollate , le cene chiassose a preparare progetti sempre più ambiziosi, alla conquista di un posto sempre più in alto, che riguardasse il lavoro, la società o il teatro, tutto si era spento, ammutolito.
Mi sbagliavo, non era finito proprio niente, si stava semplicemente svelando per quel che è.
Quindi, da fallito in una realtà che in verità non c’è, mi sono visto anch’io con nuovi occhi ed ho scoperto che quella farsa quotidiana non era quello che volevo.
Tra le tante persone che frequentavo ho scoperto una manciata di impavidi compagni per il nuovo viaggio, insieme abbiamo ritrovato ancor più forte quella socialità che ci appartiene, abbiamo inventato la strada per starci in questo mondo , strambo che sia, abbiamo inaugurato il Teatro che non c’è… ma questa è un’altra storia.
Così è nato lo spettacolo “Maledetti Complottisti”, un riassunto dei tanti “parla parla” che riempiono i bar, le piazze e i telegiornali, dei quali noi ormai ridiamo.
Si è perso il conto delle menzogne che ci vengono raccontate, che diventano mezze verità nel chiacchiericcio sterile di moralisti ipocriti e perbenisti da salotto, producendo quel chiasso che li tiene impegnati a cavallo di una vita a metà.
Quindi parla, parla pure, io ho altro da fare…
Il Bardo Libero Del Teatro Che Non C’è
Niccoló
TESTO della Canzone “Parla parla“, di Niccolò Bracci:
“Parla, parla,
c’è tanta gente che ti ascolta,
domani in piazza si racconta
la tua mezza verità.
È tutto un parla parla
della stampa che ti informa
o della tele-propaganda,
dopo la pubblicità.
Parla, parla, lo dicono gli esperti,
quelli pagati dai potenti,
e ancora cambia faccia e girano i discorsi,
ma i soldi son sempre gli stessi.
Striscia tra la gente questo schifo d’omertà ,
e tutti sanno che è una mezza verità,
mentre il resto è una menzogna
e nessuno si vergogna, anzi fa il coro e parla.
Sputano sentenze fabbricate ad arte
e poi si vantano di stare dalla parte del più forte,
come un cane che difende il suo recinto e la catena che lo strozza e abbaia, abbaia.
Parla, parla
c’è tutto il mondo che ti ascolta,
domani in piazza si racconta la tua mezza verità.
In questo parla parla
diventa giusta anche la guerra
e te lo dice chi comanda,
chi ha sbagliato e pagherà.
Parla, parla solo quello che va in onda
e allora fatti una domanda;
in questo parla parla c’è qualcosa che non torna
e allora datti una risposta!
Maschere che parlano di sincerità
e si riempiono la bocca di giustizia ed onestà,
fa girare questa giostra l’ipocrita che ancora prende fiato e parla.
Gente che fa il tifo all’apparenza, chi ha capito ma non riesce a fare senza, va di moda l’ignoranza,
tanto in piazza trova sempre altra gente che fa finta e gli fa il coro e canta, canta…
Parla, parla,
c’è tutto il mondo che ti ascolta,
domani in piazza si racconta la tua mezza verità.
In questo parla parla hai fatto d’oro la tua gabbia,
finché la musica non cambia
hai la tua mezza libertà,
che è sempre mezza libertà,
ma non è mai la Libertà.
Parla, parla..“



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