La “ZONA ROSSA” si arricchisce con un nuovo “spazio”.
E’ con grande piacere che vi condivido questa novità: direttamente da un passato di miti e leggende andato perduto, abbiamo infatti coinvolto nel blog una “figura” quasi mitica… Ricordate i Bardi di un tempo? Quei cantastorie erranti che, di paese in paese, con una chitarra e poco più, viaggiavano e raccontavano storie intrise di mistero, di avventura, di speranza, di coraggio, elargendo sorrisi, distribuendo speranza e curiosità, spesso assoldati da mecenati per glorificare la propria persona, famiglia o lignaggio.
Ebbene, si è unito a noi proprio un “bardo” giovine, uno dei pochissimi cantastorie rimasti dei nostri tempi, l’unico che io abbia avuto l’onore di conoscere:
Niccolò Bracci, il Bardo Libero del Teatro Che Non C’è!
Bardo, perché in compagnia della sua chitarra, canta la vita…
Libero, perché non è al soldo di nessuno anzi…
… è divenuto un novello cantastorie proprio per tener fede alla sua libertà, a tal punto da creare il proprio “posto magico”: Il Teatro che non c’è!
Forse qualcuno conosce sia Niccolò che il teatro e non sa quanto sia stato fortunato… Perché incrociare sul proprio cammino un bardo libero, un vero cantastorie che ci “sputa in faccia” fra sorrisi e battute, la realtà dei fatti è una fortuna immensa! E’ come se “qualcuno” ci invitasse a guardare dove non vogliamo, a sentire ciò che non ci piace, a riflettere su cose che non pensiamo o non vogliamo pensare… Ma il Bardo, si sà, fra una canzone e l’altra questo fa: canzona anche noi e ci porta proprio dove vuole, lì, in quel posto magico al confine fra mito e leggenda, fra sogno e realtà, parlando a quel bambino mai sopito che è in ciascuno di noi, mettendoci davanti la realtà, a volte cruda, a volte beffarda, spesso assurda…
Io l’ho conosciuto come si conoscono tutti i bardi: incrociandolo “per caso” lungo il cammino… E, da allora, ho trovato sì un bardo ma anche un uomo, una persona, un individuo LIBERO, autentico, sincero, di quelli che ancora ti abbracciano e, solo stringendoti fra le braccia, ti comunica tutto: amicizia, fratellanza, lealtà, rispetto…
Ho avuto la fortuna di ascoltare le sue canzoni, di entrare nel “tempio” del Teatro che non c’è – dove ogni volta ritorno bambino – di vedere suoi spettacoli, più e più volte, portando ogni volta una persona nuova a scoprire, conoscere, toccare “con mano” la magia che solo i Bardi sanno regalare.
Mi sono anche ritrovato a recitare con lui sul palco, accolto come non mi sentivo da anni, scoprendo che il Teatro, fra le tante cose, è anche casa, è amicizia, è accoglienza… è Magia!
Per coloro i quali non abbiano avuto la fortuna di conoscere Niccolò né di essersi ritrovati immersi nel “Teatro Che Non C’è”, non disperate… Ogni cosa a suo tempo. D’altronde, le coordinate le conoscete già:
“Seconda stella a destra, questo è il cammino…E poi dritto, fino al mattino…
Poi la strada la trovi da te… Porta al “Teatro Che Non C’è”!
Intanto, lo potrete “conoscere” da queste pagine poiché, compatibilmente con i suoi impegni ed il suo errare di palco in palco, Niccolò condividerà qui suoi scritti ed anche le sue canzoni, pezzi che saranno pubblicati tutti in una categoria ben specifica, una sorta di “rubrica” dal nome:
Permettetemi quindi di “accogliere” Niccolò dedicandogli una canzone:
“The Bard’s Song” dei Blind Guardian
Benvenuto, Bardo Libero del Teatro che Non C’è!
Onorati di averti qui, ne
“LA ZONA ROSSA: Dove critico è solo il pensiero”.
Fonte Immagine di copertina: https://dungeonworld.it/bardo



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