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La consapevolezza del Colibrì
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Le favole popolari tramandano insegnamenti etici e morali, veri e propri principi di vita. Ritengo che una favola in particolare dovrebbe essere insegnata a chiunque: quella del Colibrì e dell’incendio nella foresta. Per chi non la conoscesse, eccola in un brevissimo video.

Il Colibrì, semplicemente, fa la sua parte ovvero, porta la sua goccia d’acqua nonostante il disinteresse, l’incredulità o le derisioni degli altri. Semplicemente lui vola, non se ne cura ma “guarda e passa”…

Ad una prima analisi, ci si soffermerebbe sull’importanza di fare la propria parte, sull’insegnamento che il piccolo Colibrì offre a tutti gli altri con il suo esempio.

Ritengo che la più importante riflessione che ha innescato in me questa favola sia la consapevolezza che il Colibrì mostra e, soprattutto, la padronanza e la gestione della stessa.

Cerco di spiegarmi: quante volte ci sarà capitato di darci da fare e, mentre siamo lì a soffrire, a sacrificarci, a sudare, notare il disinteresse, il menefreghismo o, peggio, l’ostruzionismo degli altri: “ma chi te lo fa fare”, “ma cosa pensi di cambiare”, “tanto non serve”, e via discorrendo?

Ed a quanti di noi, davanti a certi sbeffeggiamenti, sono stati presi dall’irrefrenabile voglia di rispondere per le rime? Quanti, vedendo il video, non vorrebbero dire al Leone bullo:

“Magari, se ti dessi da fare anche tu… Leone!”

Anzi, meglio con quell’altra parola che con Leone fa rima?

Presumo tanti di noi, il primo io.

In passato infatti, rispondevo alle provocazioni, alle critiche, alle lamentele. Poi, la vita mi ha portato a risentire la favola del Colibrì e con essa una nuova, illuminante, riflessione:

Quanto deve essere “illuminato” per rispondere gentilmente e continuare a fare la spola, con la sua goccia d’acqua, nonostante le lamentele di tutti gli altri?

ma quanto deve essere consapevole il Colibrì?

Ebbene, l’insegnamento sta proprio qui!

Il Colibrì non è stupido. Sa benissimo che la goccia che trasporta, con tanta fatica e che lo fa deridere, non spegne certo l’incendio.

Sa benissimo che, se solo il Leone o l’Elefante volessero, porterebbero molta più acqua e sarebbero molto più efficaci di lui eppure non si ferma a parlare, non cerca di convincerli, non li infama a sua volta dicendo loro “Pezzi di scemi! Datevi da fare anziché lamentarvi!“. Lui vola, in silenzio, imperterrito.

Sa benissimo quanto preziosa sia ogni singola goccia d’acqua e non rischia di sprecarla fermandosi a parlare, col rischio di farla cadere. Non perde tempo, attardandosi a convincere gli altri anzi, vola più veloce così può tornare indietro e portarne subito un’altra.

Il Colibrì ha raggiunto un livello di consapevolezza enorme: ha capito come non serve agire aspettandosi un ritorno dagli altri. Le cose si fanno perché si sente di doverle fare. Perché è “giusto” così. A che pro infamare chi non fa? A che pro litigare con chi mi deride? Servirebbe solo a rallentarmi, ad ostacolarmi, a farmi perdere la goccia, così preziosa.

Continuando a volare, ignorando le azioni degli altri, il Colibrì lascia che non siano le parole a dire qualcosa ma che siano i fatti a dimostrare! E’ con l’esempio che comunica. Non ti dice cosa fare, te lo mostra senza chiederti nulla, affinché ciascuno possa fare la propria intima e personale riflessione su quanto sta accadendo e, se vuole, attivarsi a sua volta e non perché “l’ha detto il Colibrì” ma perché ha sentito, dentro di sè, la “chiamata” a fare, divenendo a sua volta, Colibrì!

Ed ecco l’insegnamento più difficile da fare proprio: il NON lamentarsi, il NON giudicare, il NON prendersela con chi non fa. Il tramutare la rabbia, la frustrazione, la negatività in ulteriore sprone, in perseveranza, in costanza, in consapevolezza…

La consapevolezza di chi ha capito che non è importante la grandezza del gesto, che uno va a compiere, quanto l’intenzione che mettiamo nel compiere ogni singolo gesto, per quanto apparentemente piccolo.

Questa è, per me, la vera consapevolezza che ci insegna il Colibrì:

“Sono la grandezza e la purezza dell’intenzione che salvano il Mondo, non il gesto in sé e per sé”

Non è la goccia in quanto tale: è l’adoperarsi al meglio che si può. Il crederci, nonostante tutto e tutti. Qui sta la grandezza del Colibrì: nel portare comunque quella goccia. Nel fare, consapevolmente, semplicemente, la propria parte.

Ci sarà sempre chi si limiterà a guardare le dimensioni della goccia, la grandezza del gesto, e non capirà mai il vero insegnamento dietro a tutto questo.

Davanti a certa gente, faccio mie le parole del sommo Dante:

– non ti curar di loro ma “sorridi” e passa… –

Non dimenticare mai che, se vuoi essere davvero Colibrì, devi continuare a volare, a portare quella goccia, sempre e comunque. Quindi, non appena ti sarà possibile, metti da parte ego, orgoglio, rancore, rabbia, frustrazione, ignora le lamentele, le derisioni, gli ostacoli e… torna a volare!

“Il Guerriero della Luce sa che,
se non farà niente per il Mondo,
nessun altro lo farà”

– P. Coelho –
(Il Manuale del Guerriero della Luce)
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