Siamo criceti dentro una giostra…
Vacche da mungere…
Muli da soma…
Continuate voi, il concetto non cambia:
Ci hanno imposto un ritmo di vita inumano, innaturale.
Ci hanno programmato dei “bisogni” di cui non necessitiamo e ci hanno soffocato istinti e necessità naturali per renderci eterni insoddisfatti affinché cercassimo appagamento nelle cose materiali e futili, elette ad hoc a status symbol di felicità, ricchezza, potere….
Si esce da casa alla mattina e vi si rientra la sera, spesso per pagare le rate di un veicolo e le rette di baby parking, necessari a darci il tempo di lavorare che, se smettessimo di farlo, non avremmo bisogno del mezzo né di far crescere i nostri figli in dei “formattatoi“…
L’aspirazione è quella di lavorare 350 giorni l’anno per poter fare 15 giorni di ferie, per poter comprare l’ennesimo cellulare nuovo o l’auto più tecnologica, più bella, più performante, più ecologica e se non caschi nella voglia di seguire la moda, arriva la tecnologia ad importi di cambiare:
Il 3g si spegne e devi cambiare telefono.
La tua auto è Euro-vecchia e devi cambiarla con una Euro-nuova…
La tua casa va efficientata…
E tu, criceto, vacca, mulo che sia, continui a correre, farti spremere, spaccarti la schiena per inseguire l’ennesimo nuovo traguardo che, non appena e se lo raggiungi, viene immediatamente spostato un metro più in là, chiedendoti ed imponendoti l’ennesimo giro, spremuta, fatica…
Avevamo tutto, lo abbiamo barattato per lustrini e paillettes…
Per 30mq di “cella” ma a Milano Centro…
Per l’ennesimo accessorio da sfogliare…
Ora siamo ancora oltre…
Barattiamo vita vera, reale, per consensi social, like, visualizzazioni totalmente virtuali…
Sempre più schiavi e la cosa che non riesco a non ammirare è che sono riusciti a renderci schiavi di noi stessi…
La stragrande maggioranza infatti è schiava, vittima, delle proprie “libere” scelte a tal punto che non percepisce nemmeno di essere schiava e vittima…
Ed il padrone, il tiranno, lo schiavizzatore viene addirittura difeso, elogiato poiché è colui che ci permette di avere, di comprare, di apparire, di “essere” come quel “mito” che la società ci vende e ci impone, quotidianamente…
Spezzare catene invisibili è pressoché impossibile a chi non vede aldilà del proprio naso…
Ancora una volta, il massimo a cui sente di aspirare questa umanità è solo una cella più comoda e gradevole…
E questo se e quando si rende conto della cella.
Spesso, i più, vivono e muoiono senza manco accorgersi di essere stati in cella…



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